Una nave cargo, la Jolly Nero, intorno alle ore 23 di martedì è andata a sbattere, per cause ancora da accertare, contro la Torre di controllo del Porto di Genova durante una manovra facendola crollare. Nell’urto la torre si è inclinata di 45 gradi e in parte è finita nell’acqua. Secondo la Guardia Costiera l’incidente è avvenuto durante il cambio turno: «la fase in cui all’interno della torre si trovano più persone».

Al momento il bilancio provvisorio è di tre morti,  sei dispersi e quattro feriti, le cui condizioni non sarebbero gravi. Tra le vittime c’è Daniele Frantantonio, guardia costiera di 30 anni di Rapallo; oltre a lui hanno perso la vita un sottufficiale della Capitaneria di Porto e un impiegato del corpo Piloti di Genova.

Sono al lavoro i sommozzatori dei vigili del fuoco che stanno scandagliando il fondale del porto, mentre altri soccorritori stanno lavorando alla rimozione delle macerie: da quanto si apprende tre dispersi sarebbero rimasti bloccati nell’ascensore della Torre che sarebbe poi stato sepolto sotto i detriti causati dal crollo. I quattro superstiti invece sarebbero riusciti a mettersi in salvo gettandosi in acqua prima dello scontro tra la nave e la Torre.

Dalle prime verifiche, la Jolly Nero avrebbe avuto un guasto al motore che ne ha impedito il controllo: lo scafo avrebbe quindi scodato, andando a colpire con la parte posteriore la Torre che è venuta giù. Il sindaco di Genova Marco Doria ha proclamato il lutto cittadino.

Aggiornamento – È salito a sette il numero delle vittime: i soccorritori hanno ritrovato il cadavere delle tre persone rimaste intrappolate nell’ascensore della Torre al momento dell’impatto con la Jolly Nero. Si cercano ancora tre dispersi.

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