Rischio mutui per le famiglie italiane, ma non va male

L’indagine è della Banca d’Italia, ma i dati si riferiscono al 2007, solo tre anni fà, eppure un’eternità, da un punto di vista economico, e non solo.

Nel 2008 è cambiato il mondo; la crisi dei subprimes, scatenatasi proprio nel settore immobiliare americano, ha stravolto il quadro.

Tuttavia, è di una qualche importanza analizzare come le famiglie italiane affrontavano la questione mutuo casa, in tempi pre-crisi. Il risultato è che il 5% circa delle famiglie ha avuto qualche difficoltà a pagare una o più rate; una difficoltà che cresce, al mutare di certe condizioni socio-economiche; i più a rischio insolvenza sono, infatti, singles con figli, ma anche disoccupati e lavoratori a tempo determinato.

Oggi, il rischio reale, secondo l’istituto retto da Mario Draghi, si chiama tasso variabile.

Tra il 2008 e il 2010, la discesa dei tassi è stata clamorosa, come conseguenza dell’abbassamento dei tassi di riferimento della BCE, in risposta alla crisi e al rischio deflazione.

L’euribor, tasso di riferimento per il calcolo dei mutui, è passato da quasi il 5%, a circa mezzo punto percentuale, dando fiato alle famiglie con mutuo a tasso variabile e alleggerendo di molto la rata.

Ma con il prevedibile aumento dei tassi, che si registrerà nei prossimi mesi ed anni, e con il perdurare di elementi di difficoltà dell’economia (vedasi l’occupazione), il rischio è che molte famiglie si trovino a rischio insolvenza, perchè non avrebbero la possibilità di affrontare l’aumento della rata.

Ma al momento, per onestà, il rischio tasso non è dietro l’angolo.

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