Di Pietro senza peli sulla lingua: “I suicidi degli italiani sono colpa di Monti e del suo Governo!”

Antonio Di Pietro sembra essere rimasto in Parlamento uno dei pochi con il coraggio necessario per tentare di difendere gli interessi dei cittadini comuni. Non sarà certo un maestro di eloquenza: gli errori ed a volte la difficoltà nel comunicare restano, ma tra i persononaggi che siedono in Parlamento, è difficile trovare altrove un qualcuno meno politico di lui.

Chi vi scrive non è un elettore dell’Italia dei Valori, nè immagina un futuro da organizzatore delle campagne elettorali di Di Pietro, ma mi piace riconoscere la verità delle cose, come compito fondamentale che tutti dovrebbero avere, se il proprio scopo è quello di fare informazione.

Fatta questa dovuta premessa, sono qui ad informarvi su come oggi durante le dichiarazioni di voto sul decreto semplificazioni, il leader molisano abbia approfittato del suo intervento per presentare a 360 gradi il vero volto della politica di Monti, e quindi criticarla aspramente. Si è messo le mani nelle tasche degli italiani ed ora si tenta anche di eliminare diritti fondamentali frutti di decenni di lotte dei lavoratori. Niente invece è stato fatto in materia di taglio della spesa pubblica (sprechi, consulenze, numero di dirigenti, abolizione delle Province che non è avvenuta), di lotta alla corruzione, lotta alla criminalità. Si sono riempiti di tasse i lavoratori (Imu, Irpef, Iva, aumento delle tariffe dei servizi), che continuano a perdere lavoro e potere d’acquisto, e le Imprese, che continuano a chiudere.

Così, secondo Di Pietro, non si risanano i conti pubblici ma si porta la gente alla disperazione. Il Leader dell’Idv paragona l’Esecutivo al chirurgo che esce dalla sala operatoria ed afferma: “L’operazione è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto“. Ed a proposito di morti, Di Pietro va ancora più a fondo: “I lavoratori e gli imprenditori che si stanno suicidando stanno sulla coscienza di Monti e del suo Governo“. Inutile infatti, secondo Antonio Di Pietro, essere sobri nella forma a differenza del leader del Governo precedente (Berlusconi), se poi le politiche restano severe con i poveracci e deboli con i più ricchi e disonesti.

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