Francia, Marine Le Pen è prima tra i giovani e fa paura a tutti

Mancano meno di due settimane al primo turno delle elezioni presidenziali francesi. I sondaggi sono molto ballerini, rispetto alle percentuali dei primi due candidati, che quasi certamente dovrebbero andare al ballottaggio, ossia Nicolas Sarkozy e il socialista François Hollande. Entrambi vengono accreditati in una forbice del 27-28% dei voti, con l’uno o l’altro di volta in volta in testa, senza un trend stabile. Di certo, il presidente uscente ha recuperato molti consensi nelle ultime settimane, mostrando una tendenza alla crescita, mentre il suo avversario sembra a un binario morto e ha perso costantemente appeal e voti potenziali, man mano che la campagna elettorale proseguiva.

Ma la sfida non si ferma ai due e potrebbero essere determinanti i voti degli “ousider”, che nelle ultime rilevazioni iniziano a mostrare numeri a due cifre molto allarmanti per gli sfidanti principali.

Se il candidato dell’estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon sarebbe intorno al 13% dei consensi, rubandoli quasi tutti a Hollande, il centrista François Bayrou sarebbe intorno all’11% e in crescita sulle precedenti rilevazioni, mentre al terzo posto dovrebbe attestarsi la candidata del Fronte Nazionale, Marine Le Pen, che rappresenta la destra radicale francese. E’ accreditata di un numero variabile di consensi, che potrebbe arrivare potenzialmente anche al 20%, sebbene nelle ultime settimane il suo elettorato dovrebbe essersi stabilizzato intorno al 15%, danneggiata dalle difficoltà riscontrate nell’ottenere le firme necessarie da parte dei sindaci, per presentare la propria candidatura, giunta ufficialmente solo a fine marzo. Tuttavia, ora che è in regola con la campagna elettorale e che si avvicina l’appuntamento del 22 aprile, Le Pen ha iniziato a tirare fuori le unghie, alzando i toni e imponendo agli altri candidati temi in agenda. Le sue bordate contro la finanza internazionale, ritenuta la responsabile della crisi, sono note e molto dure, come quando ha attaccato in uno dei suoi ultimi comizi di questi giorni Goldman Sachs e i poteri forti, che è riuscita ad imporre in Italia, Grecia e alla BCE.

E che la sua popolarità ne stia risentendo in positivo lo dimostra l’ultimo sondaggio della casa Csa, che la vede al primo posto nelle preferenze tra i giovanissimi, ossia tra coloro che votano per la prima volta e che nel 2007 non avevano ancora la maggiore età. Nella fascia tra i 18 e i 24 anni, Marine Le Pen otterrebbe il 26%, un punto sopra Hollande e staccando di gran lunga Sarkozy, che scivolerebbe al 19%, ma in recupero dal 17% della rilevazione precedente.

Un dato impressionante, perché indica chiaramente la propensione dei giovani francesi a scegliere la destra radicale, ritenuta forse più credibile e con soluzioni più chiare.

Ancora una volta, il grande sconfitto sarebbe il socialista François Hollande, che nell’indagine precedente era accreditato di un ottimo 39%. Il suo tracollo è evidente e la dice lunga sull’appeal della sinistra tra i giovani, anche se parte di questo tonfo è stato raccolto da Mélenchon, che è passato in poche settimane dal 5% al 16% tra gli under 24.

Adesso, Le Pen fa paura. E’ vero che sul dato generale non sfonderebbe quella soglia di consensi, che potrebbe impensierire Sarkozy o Hollande, come avvenne nel 2002, quando il padre passò al ballottaggio, al posto del candidato socialista, che era niente di meno che il premier uscente Lionel Jospin. Tuttavia, sono due i dati che non possono essere sottovalutati da Sarkò, in particolare.

Il primo riguarda la minore propensione degli elettori del Fronte a manifestarsi, soprattutto, per non incappare nel giudizio negativo altrui. Questo sottovaluta spesso nei sondaggi la quantità dei consensi potenziali della destra radicale. C’è di più. I giovani potrebbero fare la differenza tra un turno e l’altro, trattandosi di ragazzi che si approcciano al voto per la prima volta o la seconda, quindi, avendo una maggiore propensione a recarsi alle urne, rispetto alle altre fasce d’età.

Ebbene, se Le Pen riuscisse a raccogliere molti voti tra i giovanissimi al primo turno, sarebbe poi essenziale per Sarkozy riuscire a ottenere la loro fiducia al ballottaggio. Tanto è vero che è lo stesso presidente ad ammettere di capire il sentimento di coloro che votano il Fronte, ma che il rischio sarebbe solo di favorire Hollande.

Ma stavolta Sarkozy sembra intenzionato a mostrare fatti e non parole, arrivando a proporre la possibilità di contenere i tempi e i costi per prendere la patente, giudicando l’attuale sistema macchinoso, complesso e molto costoso. Dall’altra parte, anche Hollande cerca di darsi una svegliata, proponendo la patente gratis per chi svolge il servizio civile.

Furbizie tattiche, certo, ma che sono il frutto di un timore più che giustificato, ossia che a questo giro i giovani stiano con la destra meno ortodossa. Un guaio anche per i socialisti, che cinque anni fa vantavano il primato, con Ségolène Royal al 29%, seguita da un Sarkozy al 26% nella fascia 18-24 anni.

Nessuno dei due candidati, in fondo, sembra raccogliere meglio di Le Pen il disagio degli “chomeur”, dei disoccupati e vittime della crisi. Nessuno tra Sarkozy e Hollande può evidentemente sparare a zero contro questa Europa, come viene facile e molto bene fare alla Le Pen. E allora il 22 aprile potremmo forse anche trovare qualche sorpresa.

 

 

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