Tom Hanks in Saving Mr. Banks, sarà Walt Disney in lotta per Mary Poppins

Tutti sanno chi è Mary Poppins, ben pochi però conoscono il retroscena che c’è dietro la storia della magica bambinaia interpretata da Julie Andrews. Una storia che ha impiegato ben quattordici anni per arrivare sul grande schermo e il cui merito va soprattutto alla tenace caparbietà del signor Walt Disney che non si è arreso di fronte ai continui rifiuti della ‘mamma’ di Mary Poppins, la scrittrice australiana Pamela Lyndon Travers.

La Travers scrisse il primo della serie di otto romanzi nel 1934, quando era poco più che un’adolescente, inventando il personaggio della supertata che scende dal cielo col suo ombrellino per distrarre i fratellini minori dalla depressione in cui versava la madre. Nonostante i successivi libri della saga non avessero replicato il successo del primo capitolo, Walt Disney ne intuì immediatamente le potenzialità e intavolò con la scrittrice un lungo tira e molla per trasformare il libro nel film che noi tutti abbiamo visto almeno una volta nella vita.

La tormentata genesi di uno dei più grandi successi disneyani, e tutti gli ostacoli che il signor Disney ha dovuto superare prima di arrivare a battere il primo ciak, sarà raccontata in Saving Mr. Banks, una pellicola firmata da Kelly Marcel (presente nella Black List 2011 delle migliori sceneggiature senza produttore) e diretta dal regista di The Blind Side, John Lee Hancock. Si tratta di un biopic prodotto dalla stessa Disney e interpretato dai Premi Oscar Tom Hanks (nelle sale il 23 maggio con Molto forte, Incredibilmente vicino) e Lea Thompson, che ripercorrerà le tappe del lungo e serrato corteggiamento intrapreso dal papà di Topolino per convincere la Travers a cedergli i diritti per la trasposizione cinematografica del suo romanzo. Il motivo di tanta resistenza da parte della scrittrice (per cui in un primo momento si era pensato anche a Meryl Streep) erano i diversi riferimenti autobiografici inseriti nel racconto, specie nel rapporto complicato col padre morto quando lei era ancora piccola, e il timore – rivelatosi poi fondato – che lo studios non riuscisse a renderlo sullo schermo in modo adeguato stravolgendone il senso.Nonostante lo straordinario successo di critica e di pubblico ottenuto dal film diretto da Robert Stevenson infatti, Pamela Lyndon Travers si pentì amaramente della decisione presa e la sua avversione nei confronti del prodotto finito, e in particolare verso le sequenze animate, fu tale da convincerla a non cedere mai più i diritti di una sua opera alla Disney.

Forse Walt Disney avrà deluso la Travers, ma ci ha regalato una pietra miliare del cinema dell’infanzia che ha preservato intatta negli anni tutta la sua magia, e che ancora oggi non smette di divertire e far sognare grandi e piccini.

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