Scudetto Juve: Conte e Pirlo sono gli artefici della cavalcata

Il sogno si è avverato. La Juventus riassapora il gusto della vittoria dopo gli anni bui del post Calciopoli ed ha la meglio sul Milan che tutti consideravano favoritissimo ad inizio stagione.

E invece lo scudetto (il 28° ufficiale, ma sono 30 per i tifosi juventini) è arrivato in un anno che doveva essere quello della rinascita, dopo due settimi posti consecutivi che sicuramente non facevano presagire questo traguardo.

Ma di chi sono i meriti di questa incredibile stagione? È chiaro che 37 partite senza sconfitte in campionato e la finale di Coppa Italia ancora da giocare non possono essere frutto solo di singoli, ma di un gruppo, inteso come calciatori, staff tecnico e staff dirigenziale. Tutti uniti verso un unico obiettivo. Però, se proprio si vogliono evidenziare i punti cardine dell’ascesa bianconera, non si possono non citare Antonio Conte ed Andrea Pirlo.

Il tecnico ha dimostrato di saperci fare sia nella gestione della squadra, individuando subito i giocatori su cui puntare (18-19 elementi anziché 30) e dando una precisa idea tattica. Non dal punto di vista del modulo, che ha saputo adattare in base alle esigenze passando dal 4-3-3 al 3-5-2 senza perdere efficacia, ma sotto l’aspetto concettuale: aggressività, corsa, dinamismo e sacrificio sono state le chiavi di un gioco mai banale e spesso anche spettacolare che esaltasse le qualità dei singoli.
Conte ha però avuto anche il merito di gestire la pressione mediatica, parlando di “sogno” per non dare troppe responsabilità ai suoi, ma pretendendo sempre il massimo impegno anche in partite abbordabili; quando poi si è accesa la volata finale, è stato bravo ad alzare il livello della concentrazione evitando di cercare alibi ed evitando le polemiche (inizialmente aspre) con il Milan.

E proprio dai rossoneri proviene il secondo punto cardine della stagione della Juventus. Andrea Pirlo, sicuramente rimpianto dai meneghini, era partito con l’essere uno scarto di lusso fino a diventare il perno del centrocampo bianconero. Grazie alla sua leadership tecnica e caratteriale, ha infuso sicurezza nei suoi compagni di squadra, che lo cercano in continuazione in quanto punto di riferimento per le giocate.
I tredici assist del centrocampista bresciano sono solo una semplice dimostrazione numerica della sua importanza: imposta, rifinisce, tiene palla al momento giusto e si rivela fondamentale sui calci piazzati.
Lui e Conte hanno completamente rivoluzionato la Juventus.

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