Dialogo sopra i massimi Sistemi Operativi: un video descrive la frammentazione Linux

Chi si affaccia per la prima volta la mondo GNU/Linux può ritrovarsi spiazzato quando deve scegliere la sua prima distribuzione, o come viene chiamata in gergo “distro”. Sicuramente quella più famosa nell’ambiente desktop è Ubuntu, grazie ai successi ottenuti negli ultimi anni e che ha permesso a molti utenti di abbandonare il s. o. Windows pur non dovendo essere per forza dei programmatori.

Di tutte le distribuzioni Linux, Ubuntu viene però considerata dai linari puri una distro scadente sotto diversi aspetti. Secondo alcuni è un s. o. volto ad accattivare il pubblico ma poco supportato (viene rilasciata una nuova versione ogni sei mesi). Inoltre viene spesso criticata la diversità dell’ambiente desktop: si passa da Ubuntu (Unity) a Xubuntu (XFCE), Kubuntu (KDE), Lubuntu (LXDE).

Poi ci sono i cosiddetti fork. Secondo Wikipedia, un fork si verifica quando uno sviluppatore (o un gruppo di essi) inizia lo sviluppo di un nuovo progetto software partendo dal codice sorgente di un altro già esistente. In effetti, Linux Ubuntu può essere considerato un fork di Debian, visto che la distro supportata da Canonical è sviluppata proprio sulla base della longeva Debian.

Ecco alcuni dei motivi per cui Ubuntu non viene visto di buon occhio dalla comunità dei linari. Il video che trovate in fondo all’articolo, davvero molto simpatico, mette in evidenza una conversazione tipo tra utenti di diversi sistemi operativi. Eccoli in ordine di apparizione:

– Ubuntu (Aladino)
– Slackware (Aladino)
– Debian (Aladino)
– Gentoo (Aladino)
– Mandriva (Aladino)
– Fedora (Aladino)
– Windows (Aladino)
– Knoppix (Aladino)
– Suse (Aladino)
– Red Hat (Aladino)
– IPCop (Aladino)
– MacOSX (Aladino)
– Android (Aladino)
– FreeBSD

Ed ecco il video:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=4mho1yxmfkw[/youtube]

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