Dopo lo “zombie” di Miami arriva la psicosi. Gli USA: “Non è in corso una epidemia di morti viventi”

Qualche giorno fa vi abbiamo dato conto di un inquietante episodio svoltosi a Miami in Florida, un fatto orribile che vedeva protagonista un uomo misterioso, nudo e in preda ad una furia omicida, ucciso dalla polizia con una scarica di proiettili mentre divorava il volto di un’altra persona inerme. Da allora sono stati resi noti molti dettagli sulla vicenda, a cominciare dall’identità dello “zombie cannibale” che in realtà si chiamava Rudy Eugene, trentunenne di colore con qualche trascorso burrascoso per reati lievi ma descritto generalmente come una persona tranquilla e “molto religiosa” e non conosciuto certo per essere un folle o un assassino. Anche la povera vittima dell’inspiegabile accadimento, ancora oggi ricoverata in gravi condizioni con circa l’80% del viso rovinato dal bestiale assalto, è stata riconosciuta nella persona di Ronald Poppo, uno sfortunato senza fissa dimora che non aveva alcuna relazione conosciuta con il suo assalitore.

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In questi giorni in pasto ai media è finito di tutto, dalle interviste ai conoscenti e familiari di Eugene, che in lacrime hanno descritto un individuo normalissimo e che fino a poche ore prima dell’episodio era anche in contatto con loro, sino a coloro che hanno assistito alla terribile scena e le cui dichiarazioni hanno lasciato basito il pubblico americano, racconti che possono racchiudersi nella seguente frase, realmente riferita da un testimone oculare: “Sembrava una scena di The Walking Dead”. (Telefilm “zombesco” di grandissimo successo tratto dal fumetto omonimo NDR)

Per quanto riguarda le vere cause che hanno portato a tutto ciò, è bene precisare che non vi è ancora nessuna certezza ma solo tante ipotesi più o meno probabili, generalmente riferite all’uso massiccio di stupefacenti e che spaziano dalla “psicosi da cocaina” fino all’uso dei famigerati “sali da bagno” (bath salts) ossia un nuovo tipo di droga sintetica che sarebbe già noto per causare stati allucinatori e reazioni violentissime in coloro che ne fanno uso. Fatto sta che diversi commentatori hanno spulciato gli episodi di cronaca nera degli ultimi giorni, rilevando un picco improvviso di episodi truculenti coinvolgenti cannibalismo, cominciando a teorizzare collegamenti e spargendo un discreto panico, tanto da far improvvisamente balzare il termine “zombie apocalypse” in cima alle ricerche su Google degli ultimi giorni. Va ricordato infatti che la figura del “morto vivente” ha da diversi anni perso quella connotazione che lo legava al mondo del “mistero” per legarsi a doppia mandata con il filone della “scienza impazzita” che finisce per generare una invasione di mostri generati da epidemie di virus pericolosissimi, un filone che ha nutrito l’immaginario collettivo con opere cinematografiche e videogiochi ormai “cult”.

Qualcuno ha anche pensato di scherzarci sopra, guarda il video di questo burlone incosciente!
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A questo punto anche il Cdc (Centers for Disease Control and Prevention, equivalente all’Istituto superiore di sanità) tramite il portavoce di Atlanta ha dovuto emanare una comunicazione ufficiale al quotidiano Huffington Post per sostenere che “Non si è a conoscenza di un virus o di un’altra condizione che possa rianimare i morti o che possa presentare sintomi di tipo zombie”. Ciò è stato necessario anche perchè la stessa Autorità aveva qualche tempo fa utilizzato i non-morti come improbabili “testimonial” sul suo sito web per una campagna sulla prevenzione di catastrofi e preparazione agli stati di emergenza, una iniziativa che si è rivelata ora una sorta di boomerang per i collegamenti che i media si sono azzardati a fare, quasi come se si fosse trattato di un messaggio “subliminale” per quel che stava per accadere nella realtà.

Dal canto suo anche la Dea (Drug Enforcement Administration) ossia una branca del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, ha fatto sapere di essere molto preoccupata per l’incremento della diffusione dei cosiddetti “sali da bagno” da parte della criminalità organizzata. Dobbiamo sentirci più o meno tranquilli dopo queste dichiarazioni? Chissà…