Sparatoria nella Navy Yard di Washington: dodici vittime e dieci feriti

Dodici vittime e dieci feriti in seguito alla sparatoria di Washington. Erano le 8:20 del mattino, le 14:20 circa in Italia, quando sono stati avvertiti colpi d’arma da fuoco provenire dalla Navy Yard, il più antico arsenale navale della marina americana. Pericolosamente vicino alla Casa Bianca, si tratta di circa un chilometro, l’edificio è stato teatro di una sparatoria ad opera di tre uomini, secondo quanto riportato dal Washington Post ma non ancora pienamente confermato.

L’uomo che ha sparato sulla folla sarebbe Aaron Alexis, lo riferiscono diverse fonti: un civile trentaquattrenne di origine texana, con tesserino autorizzato a entrare nell’area militare e morto in seguito di un’azione della polizia (confermando così le prime ipotesi della Nbc). Più cautamente la polizia parla di due fuggiaschi, vestiti da militari e visti armati poco prima della sparatoria.

Secondo i testimoni intervistati dalla CNN, il primo dei criminali, rinchiusosi nel reparto che ospita il Naval Sea Systems Command (NAVSEA), avrebbe sparato dal quarto piano dell’edificio, mirando alla caffetteria sottostante, uccidendo e ferendo diverse persone, fra cui un poliziotto, come ha confermato il capo della polizia del District of Columbia durante una conferenza stampa.

Prese immediatamente le dovute misure di sicurezza: chiusa la base aeronautica a Bolling, vicina alla capitale; fatte evacuare le scuole nei pressi dell’edificio; chiuso per qualche ora l’aeroporto Reagan e chiuse le strade limitrofe la zona rossa; rafforzate le pattuglie presenti nella capitale ma da notare anche l’arrivo delle unità speciali d’assalto e anti-terroristiche, le stesse che intervennero a Boston in occasione della maratona, catturando poi il bombarolo attentatore.

Obama è intervenuto assicurando che verrà fatta luce sull’atto di codardia di questi criminali e assicura che nonostante gli impegni che lo vogliono alla Casa Bianca in occasione del discorso a cinque anni dal disastro Lehman Brothers, resterà aggiornato sui futuri sviluppi.
Per ora rimangono oscure le motivazioni che avrebbero spinto questi tre uomini (se venisse confermata l’ipotesi dei due fuggitivi) a una simile azione. Il sindaco di Washington afferma che per ora non ci sono stati altri attacchi, ma “non c’è nessuna indicazione che si tratti di terrorismo”.

Il NAVSEA è il più grande dei cinque centri che fanno capo alla Marina americana ed è il reparto che si occupa di ”progettare, costruire, acquistare e mantenere navi, sottomarini e sistemi di combattimento che soddisfano attuali e future esigenze operative della flotta” come è la stessa Marina a ribadire. La differenza rispetto agli altri quattro centri, sta nel budget di cui dispone: si parla infatti di trenta miliardi di dollari annui, praticamente un quarto dei fondi destinati all’intera marina. Nell’edifico in questione vi lavorano circa tremila uomini, mentre in tutto il complesso la cifra sale a sedicimila.

Si attendono sviluppi su una situazione dai contorni ancora da definire.
Nel frattempo anche il Senato è stato chiuso in via precauzionale, come è stata rimandata la partita dei Nationals di Washington contro i Braves di Atlanta, che doveva giocarsi proprio nella capitale, a pochi passi dal luogo della strage.