Amy Winehouse, un documentario racconta la sua breve vita

E’ entrata nella leggenda troppo presto Amy Winehouse, morta a soli 27 anni. Un età “maledetta” che non sono riusciti a superare nemmeno Jim Morrison, Janis Joplin, Jimi Hendrix e Kurt Cobain, prima di lei. In comune con loro una fama fulminea, una vita vissuta al limite, sotto il peso di eccessi e dipendenze, ma soprattutto il talento.

Con le sue canzoni Amy Winehouse ha raggiunto i vertici della discografia internazionale in pochissimo tempo, ottenendo i più riconoscimenti più prestigiosi, dai Brit Award ai Grammy, tutto nel giro di quattro anni, dal 2004 al 2008, e con soli due album all’attivo Frank (2003) e il capolavoro Back to Back (2006) che, trainato da singoli come Rehab, ha venduto più di dodici milioni di copie. Un tempo breve, ma sufficiente per permettere alla sua inconfondibile voce e al suo stile unico, frutto di una fusione di pop, rock, jazz e blues, lasciassero il segno.

A due anni dalla scomparsa, la cantautrice inglese rivivrà nei fotogrammi di un docu-film diretto da Asif Kapadia, lo stesso regista che nel 2010 ha firmato il film Senna, sulla vita del pilota brasiliano tre volte campione del mondo di Formula 1 morto nel ‘94 in un tragico incidente all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, con il quale ha vinto un BAFTA e un premio al Sundance Film Festival. “Questo film sarà incredibilmente moderno ed emozionante – hanno spiegato Kapadia e il produttore James Gay-Rees -. Amy è stata un talento della sua generazione e ha catturato l’attenzione di tutti; scriveva e cantava col cuore e tutti ne restavano incantati. Amy, però, è crollata sotto il peso della soffocante attenzione dei media, e a causa delle sue relazioni difficili, del successo mondiale e del modo di vivere instabile. Come società, tutti noi abbiamo celebrato i suoi enormi successi, ma poi siamo stati velocissimi nel giudicare le sue debolezze quando ci faceva comodo”.

Il documentario ci mostrerà una Amy Winehouse a 360 gradi, i suoi successi ma anche le sue debolezze e il suo rapporto con la famiglia, vissuto sempre tra alti e bassi. “Guarderà alla storia di Amy con sensibilità, onestà e senza sensazionalismo” ha assicurato il padre Mitch che ha messo a disposizione della produzione materiale audiovisivo inedito della cantante tra cui, con ogni probabilità, anche il brano mai pubblicato scoperto per caso lo scorso settembre.