Luci: si accende l’albero di Natale più grande del mondo

Ci vogliono 1.900 ore di lavoro, oltre otto chilometri di cavi elettrici e circa ottocento luci per dare vita ad un albero da record. Sulle pendici del monte Ingino, sfondo naturale della città di Gubbio, fino al 10 gennaio, tutte le sere sarà possibile assistere allo spettacolo della sua accensione al tramonto e del suo splendore fino a notte tarda. La sua realizzazione è curata da un gruppo di cosiddetti “alberaioli”, che si impegnano in questa iniziativa per dedizione alla città e al suo patrono spirituale Sant’Ubaldo.

Da 32 anni la città umbra illumina le feste accendendo l’albero di Natale più grande del mondo che nel 1991 è entrato a pieno diritto nel libro del Guinness dei primati con numeri decisamente fuori misura, altezza 650 metri, larghezza 350 e una cometa che occupa circa mille metri quadrati. Un albero da record attento all’ecologia, che dallo scorso anno, grazie a un impianto fotovoltaico, si alimenta anche con energia solare.

Se deciderete di andare a vederlo di persona, il colpo d’occhio vi stupirà soprattutto da lontano, dai monti di Umbertide e dalle colline di Perugia, e vi regalerà un’immagine straordinaria, capace di esaltare la bellezza medievale di Gubbio. Quest’anno la prima accensione, il 7 dicembre, è stata effettuata da don Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana, per omaggiare il mondo del volontariato, della solidarietà e dell’accoglienza.

Ai piedi dell’albero, nel quartiere San Martino, è allestito anche un presepe composto da oltre 120 statue in terracotta ad altezza naturale, visitabile gratuitamente tutti i giorni fino al 6 gennaio. Accanto alle scene della Natività, sono ricostruite le botteghe e i laboratori delle arti e degli antichi mestieri medievali eugubini: speziali, lanai, fabbri, calzolai, fornai e ceramisti intenti nei loro lavori artigianali e in scene di vita quotidiana.

Una volta giunti a Gubbio, merita una visita l’intero centro storico, molto ben conservato, con strade simili a tracciati di pietra, collegate tra loro da vicoli e gradoni che conducono alla cattedrale, al Palazzo dei Consoli, alla Loggia dei Tiratori e al rinascimentale Palazzo Ducale, d’antica origine longobarda.

[Fonte: ansa.it]

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