46enne uccide convivente con l’acqua bollente

46enne della provincia cosentina picchia e uccide l’anziano convivente con l’acqua bollente.

A Frascineto, in provincia di Cosenza, una donna di 46 anni è stata fermata dai carabinieri con l’accusa di omicidio e percosse. La vittima è il suo convivente, Donato Annesi di 82 anni, che stando alla ricostruzione delle forze dell’ordine, avrebbe subito ustioni di primo e secondo grado con acqua bollente. L’anziano, ricoverato all’ospedale Cardarelli di Napoli, è morto sabato per l’aggravarsi delle sue condizioni. La donna, di cui ancora non si conosce l’identità, è accusata anche di percosse sempre ai danni dell’anziano convivente.

Continua, dunque, l’escalation di violenza domestica che in questi giorni sta ingrossando le pagine della cronaca nera. Violenti omicidi che si susseguono ad un ritmo giornaliero terrificante. Un bollettino di guerra che si registra indistintamente da nord a sud della penisola, e che non risparmia nemmeno bambini e adolescenti. Impossibile creare un identikit dei criminali; mamme, papà, fidanzatini, mogli e mariti, sono tutti presenti nella lista degli assassini. Un’umanità varia che sembra non avere più chiaro il confine tra istinto e razionalità, rabbia e buon senso. Il più delle volte, questi tremendi delitti sono coperti dal movente della lucida ma istantanea follia oppure dalla depressione nata da problemi economici. E’ dunque legittimo chiedersi: non sarebbe il caso di rafforzare i centri antiviolenza che restano, al momento, l’unico punto di riferimento per coloro che sentono di essere in pericolo? Voi cosa ne pensate?

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