Acireale Calcio, la fine del sogno granata

Dopo 68 anni di storia l’Acireale Calcio, uno dei club più blasonati della Sicilia, non scenderà in campo domenica per disputare la consueta partita di campionato. La società granata, nella giornata di mercoledì, ha annunciato il ritiro dal torneo di Eccellenza data l’impossibilità di poter pagare, quantomeno, un rimborso spese a calciatori e addetti ai lavori che, da diversi mesi sino ad oggi, hanno lavorato distanti dalle loro famiglie senza vedere alcun ritorno economico.

L’Acireale, club per il quale hanno militato diversi calciatori noti come un giovanissimo Mazzarri, Di Napoli, Bombardini e i portieri Orlandoni e Pavarini, nasce nel 1946. L’apice del successo arriva nell’estate del ’93, quando il team granata perde lo spareggio per la cadetterìa contro il Perugia di Gaucci ma, dopo la confessione dell’arbitro marchigiano Senzacqua, che ammette di aver favorito la compagine umbra in 2 gare del torneo di C1, viene ripescato in seconda serie. Per il “piccolo” Acireale è Serie B.

L’avventura dura appena 2 campionati, quanto basta per potersi togliere diverse soddisfazioni, come pareggiare in casa contro la corazzata Fiorentina e battere, sempre al “Tupparello”, il favoritissimo Bari, le 2 squadre più forti del torneo e meritatamente promosse in Serie A a fine stagione. Poi il ritorno in Serie C caratterizzato da derby “bollenti” come quelli contro: Atletico Catania, Trapani, Palermo, Marsala e Paternò. Dopo diverse stagioni passate tra C2 e C1, nel 2004 l’Acireale di Pulvirenti e Lo Monaco, con statistiche da record da far invidia alle più forti compagini europee, si avvicina nuovamente alla Serie B perdendo la semifinale Play-Off contro la Viterbese. Il presidente granata nello stesso periodo decide di acquistare un Catania sull’orlo del fallimento e a fine stagione avviene ciò che i tifosi dell’Acireale non avrebbero mai voluto che accadesse, un vero e proprio esodo dei loro beniamini verso la vicina città che in pochi anni avrebbe conquistato la Serie A.

Inizia così un lento ma inesorabile declino di quello che fino a pochi anni prima poteva considerarsi il secondo club siciliano e che porta al fallimento e alla rifondazione del 2006, ripartendo dalla Promozione. Un’intera piazza abituata a sognare in grande vede la propria squadra disputare campionati in campi in terra battuta, non facendo comunque mai mancare il proprio sostegno.

Adesso, era probabilmente l’ora giusta per staccare la spina ad un malato terminale colmo di debiti e senza alcuna potenzialità e prospettiva economica. I tifosi l’hanno chiesto a gran voce e la società ha dato loro ascolto: basta prendersi in giro, basta con le false promesse che ripetutamente parlavano di un futuro roseo ma con un presente in cui la squadra militava nei bassi fondi della classifica ed in cui era difficile organizzare una trasferta perché senza un euro a disposizione.

Esce di scena nel silenzio più assoluto da parte delle istituzioni locali quel club che ha portato il nome della città in giro per l’Italia e che ha regalato ai propri tifosi momenti indelebili di grande calcio. La crisi economica e la cattiva gestione delle risorse continua a mietere vittime in Sicilia e adesso, per i cittadini di Acireale, la domenica non sarà più la stessa senza i leoni granata. Ma in città qualcuno giura che si tratta solo di un arrivederci, magari a tempi migliori.

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