Agromafia: i nuovi affari della criminalità uccidono il lavoro degli agricoltori

Mafia piglia tutto: ecco la realtà del XXI secolo sulla ribalta delle copertine di riviste, pubblicazioni scientifiche e libri di economia criminale. Se il progresso è segnato dallo sviluppo “green”, che coinvolge energia rinnovabile, costruzioni edilizie estendendosi anche ai settori della quotidianità, tipo quello agroalimentare, il degrado portato dalla criminalità organizzata ha trovato il modo di estendersi anche sull’innovazione.

Il settore agroalimentare ne è l’esempio. Assecondata dalla crisi mondiale, l’ “impresa” mafiosa ha trovato il modo di aggiornarsi. Sicuramente la grossa disponibilità economica di cui la criminalità dispone ha ricoperto un ruolo fondamentale, basti pensare che solo quest’anno il volume d’affari complessivo dell’agromafia sale a 14 miliardi di euro, segnando uno sconcertante aumento del 12% rispetto a due anni fa.

Il rapporto ”Agromafie”, stilato da Coldiretti/Eurispes, racconta della drammatica situazione che si sta oramai consolidando nel Belpaese. È infatti consuetudine, secondo quanto emerge dal rapporto, invadere il settore con uno stile imprenditoriale al fine di impossessarsi del genere di commercio in questione. L’ambito agroalimentare è poi particolarmente soggetto a questa pratica, in quanto dilaniato dalla crisi, e sottomesso quindi ad ogni forma di potere.

A tutto questo si aggiunge poi una vera e propria etichetta che un economia gestita dalla mafia di lascia sui prodotti italiani, da sempre garanzia di successo e qualità, gravando poi sulla qualità del prodotto esportato. In Italia si contano circa 5.000 locali di ristorazione in mano alla criminalità organizzata, e secondo indagini recentemente condotte, il 15 per cento del fatturato di aziende agricole appartiene all’illecito.

Non è solo il settore agroalimentare in italia ad essere nelle mani della criminalità organizzata,in questi mesi è stata portato a termine il processo al “Re dell’eolico”, affiliato a clan di cosa nostra invischiato nella costruzione di parchi eolici in Sicilia, Lombardia, Lazio e Calabria al punto da essere considerata la più vasta operazione mai eseguita nei confronti di un’ unica persona. Al mafioso sono stati sequestrati circa un milione e trecento mila euro.

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