Alessio Cerci, sempre più stella del suo Toro

Alessio Cerci nasce a Velletri, in provincia di Roma nell’ ’87. Viene presto scoperto da un gruppo di dirigenti della Roma, che lo accostano subito alle giovanili. Alessio dimostra già di avere qualcosa di diverso rispetto agli altri suoi coetanei, non solo tecnicamente ma anche mentalmente. Famoso per il suo mancino naturale, la sua rapidità nei dribbling e la capacità di attaccare sia lateralmente che centralmente, il ragazzo si specializza nel ruolo di esterno offensivo.

Fabio Capello, che all’epoca era l’allenatore della Roma, vede in Cerci un giovane di prospettiva e nutre profonda stima nei suoi confronti. Tali considerazioni gli valgono la convocazione e l’esordio con la prima squadra, alla tenera età di 16 anni. Neanche maggiorenne, il giovane esterno di Velletri ha l’occasione di giocare contro la Sampdoria, dove non riesce ad incidere. Per lui, tuttavia, questa esperienza resta il raggiungimento di un traguardo eccezionale, che gli permette di calcare i primi passi nel calcio che conta.

Come spesso succede, i giovani del calcio italiano hanno il forte bisogno di fare esperienza e maturare, proprio per questo motivo capita che vengano mandati in categorie minori. Così succede a Cerci, che si trasferisce al Brescia, collezionando 21 presenze e 0 realizzazioni. Un anno importante per Alessio è quello successivo, che lo vede protagonista di 10 reti nel Pisa di Ventura. Tornato alla Roma, viene nuovamente mandato in prestito all’Atalanta, dove lo scarso impiego non gli permette di esprimersi come vorrebbe.

Successivamente Cerci torna nella sua Roma, sognando una stagione da protagonista. Ma ciò che lo aspetta è nuovamente uno scarso utilizzo e un campionato vissuto nell’anonimato: gioca poco (9 sono le presenze totalizzate) e segna altrettanto poco. Alessio ha così bisogno di cambiare aria e su di lui piomba la Fiorentina. A Firenze gli viene data la fiducia di cui aveva bisogno, così arriva a ripagare chi ha creduto in lui segnando e affermandosi sempre di più.

I cattivi rapporti con i tifosi viola, però, costringono Cerci a rinunciare a una sua permanenza a Firenze. Il Torino piomba sul giovane esterno e si accaparra la metà per 2,5 milioni. Qui incontra Ventura, che già lo aveva avuto a Pisa, e riesce ad esprimere il proprio talento nel modo migliore, divenendo l’idolo indiscusso dei tifosi granata e il trascinatore della squadra.

Cerci sembra aver trovato in Torino la meritata pace dopo una carriera travagliata e priva di basi e, per ricambiare, risponde a suon di gol e ottime prestazioni. Guadagna inoltre qualche convocazione nella nazionale maggiore, ulteriore arricchimento per il giocatore del Toro, che segna e diventa letteralmente la stella trascinatrice di quello che sta diventando il suo Torino.

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