Amazon sotto accusa: violati i diritti dei dipendenti

Amazon è, ad oggi, una delle più grandi compagnie di eCommerce in America e nel mondo. Nonostante sia nata negli anni ’90 come libreria per comprare testi in rete, è ormai padrona assoluta del mercato online di dvd, videogiochi, giocattoli e capi d’abbigliamento.
Dopo aver allargato i suoi orizzonti, però, Amazon ha voluto anche aumentare il numero di sedi, che ormai sono sparse in tutto il mondo: dall’America al Regno Unito dalla Germania alla Francia, senza dimenticare le grandi potenze orientali, Cina e Giappone.

Ma, si sa, quando il guadagno aumenta è facile dimenticarsi chi si era all’inizio: queste sono le accuse che arrivano da più parti all’azienda.
I paesi in cui si stanno scatenando le proteste nei confronti del colosso dell’eCommerce sono Germania e Francia.

In Germania la protesta è partita dagli impiegati e da Ver.Di, uno dei più importanti sindacati al mondo: basti pensare che oltre 5mila dipendenti Amazon sono rappresentati dalla già citata organizzazione dei lavoratori.
Il motivo della protesta? Le ore di lavoro sotto natale aumentano e gli stipendi restano troppo bassi.
Così, nelle fabbriche di Bad Hersfeld e Lipsia è partito uno sciopero serrato, che non cesserà finché Amazon non deciderà di pagare la somma richiesta ad ogni lavoratore. L’azienda di Seattle ha accettato solo in parte le condizioni e le parti restano, almeno al momento, ancora distanti.

Come se non bastasse, Amazon ha ricevuto un secondo “attacco” in poche ore, stavolta proveniente dall’Inghilterra, precisamente dalla Bbc. Un reporter dell’agenzia inglese, Adam Littler, ha lavorato (come infiltrato) per sette settimane nel centro Amazon in Galles, scoprendo dei retroscena clamorosi.

Stando alle sue dichiarazioni, infatti, i lavoratori farebbero (soprattutto sotto Natale) dei turni di ore e ore, muovendosi per chilometri e chilometri all’interno della sede, da una parte all’altra.
I primi dati che sono usciti fuori da varie fonti parlano di 15 chilometri a piedi (al giorno) all’interno del magazzino e di una trentina di secondi come tempo massimo per ogni ordine: un lavoro da robot, ai limiti dello schiavismo.

Se questi dati e queste indiscrezioni si rivelassero anche solo in parte vere, per l’azienda nord-americana questo sarebbe un problema ben più serio dello sciopero dei lavoratori tedeschi.

A proposito dell’aumento di richieste nel periodo natalizio, è sicuramente vero che Amazon assume per brevi periodi lavoratori: solo per citare un caso, in Polonia sono stati assunti ben 9000 lavoratori solo per i mesi di novembre, dicembre e gennaio.
Ma per quanto riguarda le accuse non si hanno ancora riscontri e bisognerà aspettare per vedere gli sviluppi di questa faccenda, per molti versi inquietante.

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