5 giornate di squalifica, 80.000 sterline di multa e un corso di rieducazione. Questa la punizione inflitta all’attaccante francese per l’esultanza con la “Quenelle” , il gesto considerato razzista dalla Federazione inglese.
Lo scorso 28 dicembre, nella partita contro il West Ham, l’attaccante del West Bromwich Albion festeggiò il suo gol con il gesto tanto discusso, mostrato per la prima volta dal comico francese Dieudonnè. Anelka si è sempre difeso negando che il gesto avesse riferimenti antisemiti, ma che fosse un gesto anti-sistema, legato ad un comico, suo amico, che lo ha spesso utilizzato nei suoi spettacoli. La “Quenelle” (braccio teso verso il basso e l’altro braccio piegato sulla spalla) è al centro di molte discussioni in Francia ed è stato descritto come “saluto nazzista al contrario” dalla Lycra, la Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo.

Nicolas Anelka, personaggio sicuramente controverso, continua a respinegere tutte le accuse nei suoi confronti ed avrà sette giorni di tempo per ricorrere in appello. La sanzione non è stata neanche delle più pesanti, visto che si parlava di 18 turni di squalifica. Il francese è stato punito con il minimo della pena prevista dal nuovo regolamento entrato in vigore a maggio, cioè 5 turni di stop per ogni riferimento discriminatorio.
Questo episodio è solo l’ultimo di una serie di incredibili accadimenti occorsi all’attaccante francese che ha girato ben 13 squadre in vent’anni di carriera, tra cui la breve e non troppo fortunata parentesi alla Juventus. La domanda sorge quindi spontanea: sarà l’ultimo? Riuscirà questa squalifica a sedare l’animo di un calciatore che ha sempre vissuto sopra le righe?