Animali maltrattati sul set: Hollywood sotto accusa

«Nessun animale è stato maltrattato durante la produzione di questo film». E’ il disclaimer , fin troppo noto, che compare di solito nei titoli di coda delle piccole e grandi produzioni americane che hanno per protagonista un animale. Una frase rassicurante, che cela la bugia forse più colossale che Hollywood ci abbia mai raccontato. La verità, a tratti agghiacciante, è in un lungo e dettagliato dossier pubblicato questa settimana da The Hollywood Reporter. Nel mirino dell’inchiesta condotta dal magazine americano è finita la American Human Assosiation (AHA), l’organizzazione no profit che dal 1940 si occupa di vigilare sul modo in cui gli animali-attori vengono trattati sul set, segnalando eventuali abusi e violenze.

A dispetto della sopraccitata avvertenza, infatti, casi di animali maltrattati ci sarebbero stati, eccome. Dalle interviste con alcuni dipendenti AHA e un esame approfondito di documenti interni, emerge tutta la negligenza e l’inadeguatezza dell’organizzazione, più incline a minimizzare, se non addirittura insabbiare, morti e ferimenti di quegli stessi animali che invece dovrebbe prevenire, elargendo con estrema facilità la garanzia “No Animals Were Harmed”, anche quando non è così.

Lo scandalo maltrattamenti era scoppiato già nel 2012, quando la Peta accusò la produzione de Lo Hobbit di una ecatombe di ventisette animali, tra pecore, cavalli, capre e polli, morti per disidratazione sul set in Nuova Zelanda; tuttavia l’inchiesta è partita dopo la morte di due cavalli durante la produzione di Luck, la serie della HBO ambientata nel mondo delle corse dei cavalli, portando alla luce una serie di casi eclatanti, e finora sconosciuti, riguardanti anche pellicole di grande successo. Il più recente riguarda King, la tigre del Bengala protagonista del film Vita di Pi del Premio Oscar Ang Lee, che è quasi annegata durante le riprese di una scena. Riuscì a salvarsi solo perché il suo addestratore si gettò in acqua prima che fosse troppo tardi; l’episodio, volutamente taciuto, è raccontato in una mail da Gina Johnson, una addetta dell’AHA che chiede al suo interlocutore di non divulgare l’accaduto, presumibilmente a causa di una relazione impropria tra la stessa Johnson (responsabile del benessere del felino sul set) e uno dei produttori esecutivi della pellicola.

La tigre King, comunque, non è l’unico animale ad aver subito un trattamento poco dignitoso su un set cinematografico. In Otto amici da salvare, una film Disney del 2006, uno degli husky protagonisti del film è stato ripetutamente picchiato perché non voleva trainare una slitta; in un altro progetto Disney, Le cronache di Narnia: il Principe Caspian, molti dei cavalli utilizzati hanno riportato lesioni gravi mentre uno scoiattolo è morto schiacciato nella commedia A casa con i suoi, con Matthew McConaughey e Sarah Jessica Parker. Malissimo è andata anche al cavallo protagonista di War Horse, morto durante le riprese dirette da Steven Spielberg; un altro cavallo di nome Glass è stato soppresso dopo aver riportato una grave ferita al fianco a seguito di un incidente avvenuto sul set della fiction western Coraggio Infinito. L’elenco – se avete la pazienza di leggerlo – continua in quello che sembra un vero e proprio bollettino da guerra.

Naturalmente l’American Humane Association ha respinto tutte le accuse emerse dall’inchiesta, compresi i presunti rapporti di convenienza tra l’associazione e i grandi studios di Hollywood, a discapito della tutela di creature indifese. «Non scendiamo a patti con l’industria. Noi prima di tutto vogliamo tenere gli animali al sicuro», ribatte il dottor S. Kwane Stewart, uno dei vertici dell’AHA. I fatti però raccontano un’altra storia.

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