Arabia Saudita, donna decapitata per stregoneria

    Capita che, quando siamo alla fine del 2011, ci siano ancora stati nel mondo che utilizzano la pena capitale per punire reati che apparterrebbero nella nostra cultura occidentali a quell’area oscura medievale delle superstizioni. Capita, ad esempio, di sentire che una donna araba, tale Amina Bent Abdullhalim, è stata decapitata, dopo essere stata condannata da un tribunale dell’Arabia Saudita per pratiche di stregoneria e di magia. La cosa è severamente vietata nel Paese, in cui vige la Sharìa, ossia il diritto divino, contro cui le leggi umane non possono cozzare.

    La notizia è stata riportata nelle scorse ore da alcune agenzie di stampa internazionali e gettano ancora una volta un’ombra lugubre su quanto accade in questo Paese.

    Si tratta dell’esecuzione a morte numero 73 dall’inizio dell’anno. Ovvio che i diritti civili e le libertà personali, soprattutto, delle donne, sono pressoché inesistenti. Se da un lato si apre a una qualche modifica legislativa, come avvenuto di recente con l’assegnazione del diritto di voto alle donne per i consigli municipali dal 2015, dall’altro si continua con una repressione che non ha eguali in alcun altro stato arabo, anche il più chiacchierato.

    E’ notizia di una sola settimana fa che un decreto reale che risale a luglio consente ora alle donne di gestire negozi di biancheria intima femminile, ovviamente inaccessibile per clienti uomini. La legge rimedia al “problema” delle donne arabe, costrette fino ad oggi a recarsi in un negozio con proprietari maschi, anche per comprare un reggiseno.

    Tra le precauzioni adottate, a corollario del nuovo diritto concesso dal monarca, ci sono il divieto per le commesse donne di farsi vedere fuori dal negozio; l’obbligo per la titolare e le dipendenti di coprirsi il viso e il capo e di parlare un linguaggio pudico con le clienti; infine, gli uomini che volessero accedere al negozio sarebbero bloccati dalle guardie preposte all’ordine pubblico e processati legalmente.

    Si dirà: meglio di niente. E’ vero; tuttavia, non vi è alcuna traccia di un corpus coerente di diritti per le donne qui, ma esistono soltanto alcune concessioni della Casa Reale per cercare di fronteggiare di tanto in tanto qualche problema irrisolvibile altrimenti. Siamo ancora all’anno zero dei diritti umani. Si decapita ancora per stregoneria.

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