Le archistar del panorama internazionale danno lezioni gratuite a Milano

“Ciò che cerchiamo in un’opera architettonica non è diverso da ciò che cerchiamo in un amico. Gli oggetti che definiamo belli sono versioni delle persone che amiamo”. – Alain de Botton
“Il destino dell’architetto è il più strano di tutti. Molto spesso mette tutta la sua anima, tutto il suo cuore e passione nel creare edifici nei quali non entra mai di persona”. – Johann Wolfgang von Goethe

L’architettura è una passione. È una forma d’arte che prende concretezza in edifici solidi e imponenti.
L’architettura raccontata dagli esperti diventa un evento.

Prenderà avvio domani, mercoledì 6 novembre, il ciclo di incontri promosso dal Politecnico di Milano per festeggiare i suoi 150° anni.
Le 8 lezioni pubbliche, in programma per il mese di novembre, ruoteranno intorno al tema dell’architettura urbana e avranno come protagonisti alcuni tra i più grandi architetti della scena contemporanea invitati a raccontare progetti e visioni per la Milano del domani.
Domani si parte con César Pelli, architetto argentino naturalizzato statunitense, noto per l’impiego di nuove tecnologie costruttive e per il sapiente utilizzo di vetro e acciaio.
Si deve a lui la Torre Unicredit, tra Corso Como e la Stazione F.S. Garibaldi, che, con i suoi 231 metri di altezza, rappresenta il grattacielo più alto di Milano e d’Italia. La torre fa parte di un complesso, ideato dall’architetto César Pelli, che comprende un insieme di palazzi ecosostenibili che svettano intorno Piazza Gae Aulenti fulcro del progetto di Porta Vittoria.
La Torre Unicredit, oltre a essere la più alta di Milano, è caratterizzata da una guglia, una spirale che si assottiglia verso l’alto, che costituisce un chiaro richiamo alla guglia maggiore del Duomo di Milano. Un tentativo quindi di realizzare un’opera in grado di dialogare con la città o comunque di evocare uno degli edifici più significativi per Milano.

Tra le 8 archistar in programma c’è solo un nome italiano, quello di Renzo Piano che, a distanza di solo due mesi dalla nomina di senatore a vita (avvenuta il 30 agosto 2013), ha annunciato di voler destinare il suo stipendio di senatore a una serie di iniziative volte al recupero di edifici e aree urbane che coinvolgeranno giovani architetti.

“Ogni architettura è grande dopo il tramonto: forse l’architettura è veramente un’arte notturna, come quella dei fuochi artificiali”. – Gilbert Keith Chesterton

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Sabrina Savoca
Nata in Sicilia, cresciuta in Piemonte, ora vivo a Milano. Architetto, ricercatrice e consulente nei settori cultura, turismo e sviluppo locale; negli ultimi anni mi sono specializzata in management culturale e marketing
territoriale.

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