Arrestati Robert ‘Btc King’ Faiella e Charlie Shrem, ideatori del Bitcoin Exchange

Gli agenti di FBI, DEA ed IRS hanno arrestato ieri Robert M. Faiella e Charlie Shrem, due degli ideatori più illustri del Bitcoin Exchange, il sistema attraverso il quale la moneta virtuale che sta avendo sempre più successo nel mercato mondiale si può vendere e comprare. L’accusa rivolta al “King” ed al “filosofo” del Bitcoin Exchange da parte della Corte Federale di New York è quella di riciclaggio di denaro sporco proveniente dal traffico illegale di farmaci legato a Silk Road una delle piattaforme onile più importanti per quanto riguarda il commercio illegale di droghe via web. Faiella e Shrem avrebbero contribuito allo spaccio illegale in rete per un valore di un miliardo di dollari in Bitcoin ed avrebbero poi utilizzato i soldi per business di natura illecita.

I funzionari federali che hanno arrestato Shrem all’aeroporto JFK di New York e Faiella nella sua villa a Cape Coral in Florida hanno poi spiegato nel dettaglio tutti i passaggi del traffico illecito di denaro: Faiella si sarebbe registrato come venditore sulla piattaforma “Silk Road” per poter addebitare agli utenti una tassa che consentiva loro acquistare droga in modo del tutto anonimo attraverso l’uso della valuta Bitcoin. Il “BTC King” avrebbe poi gestito gli ordini attraverso la compagnia Bitinstant di proprietà di Shrem con sede a New York. Lo stesso “filosofo”, secondo l’accusa, sarebbe inoltre stato un cliente effettivo di “Skil Road”, dopo aver ricevuto una spedizione di brownies alla marijuana Shrem si sarebbe espresso in questi termini attraverso un forum online:” Wow, Silk Road funziona davvero”.

“Non solo Shrem avrebbe permesso a Faiella di utilizzare i servizi della sua società per acquistare Bitcoins per i suoi clienti legati a Silk Road ma avrebbe personalmente peso parte ai traffici illeciti di Faiella concedendo sconti per ordini di grandi quantità omettendone volontariamente la natura ed aiutando deliberatamente Faiella ad eludere i controlli di antiriciclaggio”, recita la sentenza della Corte Federale

Il procuratore Preet Bharara ha ulteriormente chiarito i motivi dell’arresto tramite un comunicato ufficiale :” I modelli di business davvero innovativi non hanno bisogno di ricorrere al vecchio stile di violazione della legge. Quando Bitcoin, come qualsiasi altra valuta tradizionale, vengono riciclati ed utilizzati per alimentare attività criminali, le forze dell’ordine non hanno altra scelta, devono agire”.

Si tratta davvero di un duro colpo per la nuova moneta virtuale sopratutto ora che il Bitcoin era riuscito ad ottenere credibilità e fama a livello planetario entrando a far parte anche del mercato asiatico di Cina e Giappone, con conseguente stabilizzazione del prezzo per quasi tutto il mese di gennaio (1 BTC= 900$ circa).

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