Siete mai stati a un concerto, una parata, un festival o un rave e sentito d’improvviso l’impellente bisogno di…? Si proprio quello! Bene, ora niente più corsa dietro i cespugli, almeno non a New Orleans. Con la nuova app sarà possibile trovare il bagno giusto al momento giusto.
Lo sanno bene gli abitanti della città del Sud degli Stati Uniti che hanno già sperimentato, in più di 2000, il nuovo servizio durante lo scorso Mardi Gras, il pittoresco carnevale che per quasi un mese vede sfilare carri, maschere e cortei coinvolgendo ogni anno un gran numero di turisti.

Airpnp è un’app, made in USA, che consente di trovare la toilette più vicina in qualsiasi momento mettendo in relazione gente alla disperata ricerca di “un po’ di privacy” con persone disposte a cedere il proprio bagno. Un’idea forse un po’ bizzarra ma di certo utile in Louisiana dove “liberarsi” per strada può significare una notte di carcere.
La paternità di questa originale idea spetta a Trevis Laurendine, un imprenditore americano un po’ fuori dagli schemi, il cui nome compare sul sito della Casa Bianca fra i premiati per l’impegno in “civic hacking”, una sorta di tecnologia informatica al servizio del cittadino.

Prende sempre più piede, dunque, l’economia della condivisione e sentendo parlare di Airpnp non può sfuggire di certo l’assonanza con il celebre servizio affitta-camere Airbnb, da cui l’app trae ispirazione. Un servizio che mette in contatto oltre dieci milioni di viaggiatori da tutto il mondo con proprietari di case comode e accoglienti in cui soggiornare.

Il meccanismo alla base, infatti, non cambia. Appena incombe l’urgenza, si rintracciano con un semplice click tutti gli annunci di wc liberi nelle vicinanze, si usufruisce del servizio e si paga il dovuto corrispettivo. Il prezzo può variare dai 3 dollari fino ad un massimo di 10 per le toilettes di lusso, quelle per intenderci usate dai VIP del calibro di Tom Cruise e Frank Sinatra.
Infine, ogni visitatore che abbia usufruito del servizio ha la possibilità di condividere le proprie impressioni postando recensioni e commenti direttamente sul sito.

In sostanza, se si vuole affittare la propria stanza da bagno, basta creare un profilo, postarlo sul sito e invitare altri utenti ad “affittare” i loro servizi igienici. L’applicazione attualmente non è presente né su App Store (per iPhone e iPad) né su Play Store (per Android) e per iscriversi bisogna necessariamente accedervi attraverso il sito o tramite l’apposita pagina Facebook dove sembra che il business abbia già raggiunto portata internazionale, vantando offerte dall’Europa, al Canada, all’Australia.

Un’esperienza senza dubbio divertente e originale, anche se forse più vicina al pragmatismo yankee che alla mentalità nostrana. Per gli italiani, infatti, non c’è luogo più intimo e rassicurante del proprio bagno di casa. Ma chissà che questa crisi non porti anche i più reticenti a sfruttare la nuova occasione di business e ad aggiungere dentro casa una “tazza” in più.