Arrivano gli occhiali del sesso: ecco come funzionano

“Ok occhiali, è giunto il momento”. La naturale meraviglia per quanto bizzarro possa essere già di per sé parlare con i propri occhiali, è persino superata dal sorprendente contesto in cui questa mossa è applicata. E’ infatti un vero proprio strumento “di piacere”, un’applicazione sessuale decisamente alternativa, quella concepita da una più che fantasiosa startup libanese. Gli occhiali del sesso per spiare ciò che durante il rapporto vede il nostro partner.

Come funziona? I protagonisti indossano le speciali montature, le azionano con l’ordine vocale sopra citato e le coordinano a proprio piacimento. Fra le opzioni a disposizione anche “spegnere e accendere la luce”, accedere ad idee su posizioni e pratiche con la possibilità di visionare in diretta il manuale del Kamasutra, e scegliere una canzone, magari di sottofondo.

Ma l’elemento innovativo resta indubbiamente quello di entrare nella vista di chi si ha di fronte. Da quali particolari è attratto il nostro partner? Dove è immersa la sua vista? E’ realmente interessato a ciò che sta facendo? Domande, curiosità, necessità contestuali, per taluni prioritarie per altri meno, che da oggi, mediante Google Glass sex app, trovano risposta. Offrendo persino materia per successive analisi.

Sì, perché l’applicazione salva le immagini, mettendole a disposizione per future “consultazioni”, col consenso del proprio partner. Materia insomma per moviolisti accaniti. Sembra sia ora allo studio anche un’applicazione per Iphone, nel frattempo tante le critiche già avanzate sul tema.

Non potrebbe essere altrimenti. Vien difficile infatti pensare all’opportunità di vivere il momento intimo come di fronte ad uno specchio, quello altrui, ribaltando le gerarchie e, di fatto, le prospettive. L’uomo vede ciò che la donna vede, la donna risponde, con la stessa moneta. Il controllo prende forma mentre il buon gusto cade.

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