Austerità a Dublino, ecco cosa prevede il piano

    Gli aiuti che dovrebbero giungere in via definitiva a Dublino, dal vertice dell’Ecofin, convocato oggi, non sono pasti gratis, concessi con generosità da un’imbufalita UE, che vede di cattivo auspicio simili Paesi, con comportamenti contrari ai virtuosimi necessari, per mantenere in piedi l’euro.

    E non solo perchè i tassi a cui verranno concessi i prestiti di 85 miliardi di euro non saranno granchè bassi (pur sempre sotto il livello di mercato), ma soprattutto perchè in cambio la UE pretende da Dublino il varo di un piano di austerità, che riporti il bilancio irlandese in ordine, nel giro di pochi anni.

    Allora, il governo ha proceduto, nei giorni scorsi, a definire un piano di 15 miliardi, di cui 10 saranno di tagli alle spese, mentre 5 miliardi saranno di maggiori entrate.

    In dettaglio, il piano prevede l’abbassamento del numero dei dipendenti pubblici, per oltre 24 mila unità; l’assunzione dei nuovi dipendenti pubblici con stipendio tagliato del 10%; tagli al welfare per 2,8 miliardi; sul fronte delle imposte, un aumento delle entrate dalle tasse sui redditi, per 1,9 miliardi, senza, però, alzare l’attuale aliquota del 12,5% (forse allargando la base imponibile o prevedendo un taglio delle detrazioni fiscali, ecc.); aumento dell’iva al 23%.

    Il 40% della manovra avrà effetti nel 2011.

    L’obiettivo è riportare l’attuale deficit, che si colloca al 32% del pil, a livelli accettabili, entro il 2014.

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