Australian Open 2014: continua il sogno di Flavia Pennetta

Il tennis, si sa, non sempre è una scienza esatta. Succede così che la tennista più forte di tutte venga eliminata da un’ex numero uno data troppo presto per morta (Williams – Ivanovic), ma accade pure che una 31enne brindisina che un terribile infortunio ad un polso stava costringendo ad abbandonare l’attività si ritrovi ai quarti agli Australian Open dopo aver raggiunto a settembre le semifinali a Flushing Meadows (grande Flavia Pennetta). Certo, ci sono anche le conferme, quando il vincitore delle ultime tre edizioni qui dà lezioni di tennis all’ultimo azzurro rimasto, manco fossimo al circolo sotto casa (super Nole contro Fognini). Stanotte gli ottavi di finale del primo slam stagionale ha fornito tutto il bello e il brutto del tennis, regalando a noi italiani la grande gioia di una Pennetta ritrovata.

L’impegno di Flavia aveva i muscoli e la bionda chioma di Angelique Kerber. La tedesca, numero 9 del mondo, è entrata in campo poco concentrata e la brindisina, che in questi giorni ci ha abituato a partenze al fulmicotone, è volata in un amen sul 6 ad 1. Qui la partita assume tutta un’altra piega, con Flavia che cede subito il servizio, ricambiando subito la cortesia nel game successivo. Con una Kerber finalmente con la testa in campo, solo un episodio poteva decidere questo secondo parziale: un gran vincente nel non gioco dava alla tedesca il break decisivo (6-4 il punteggio). Terzo set che segue la falsa riga del secondo, con Flavia subito breakkata. Stavolta, però, la reazione della brindisina è veemente e, approfittando anche del calo della Kerber, va a servire per il match sul 5 a 3. Vedendo vicino il traguardo, forse, la brindisina ha avuto un calo, ma ciò non le ha impedito di chiudere per 7 a 5. Ora la Pennetta avrà ai quarti la solida cinese Na Li, ma il buco nel tabellone lasciato in quella parte da Serena Williams lascia margine per i sogni nascosti di ciascuno.

Proprio Serena rappresenta la grande sorpresa non solo della giornata, ma di tutto il torneo. Dopo essersi aggiudicata il primo set per 6 a 4, la Williams ha iniziato a subire il gioco potente della serba ex numero uno del mondo Ivanovic. Complice anche un malanno alla schiena della statunitense, la bella Ana chiudeva in maniera perentoria con un duplice 6-3, compiendo la più bella impresa di questo torneo.

Impresa che, per quanto sognata, non è avvenuta alla Rod Laver Arena, dove il nostro Fabio Fognini affrontava quello che su queste superfici è senza dubbio il giocatore più forte, Novak Djokovic. Il punteggio finale (6-3, 6-0, 6-2) dice tutto della differenza tra i due tennisti, con il ligure forse già appagato per aver raggiunto gli ottavi in un torneo che, per i noti problemi al retto femorale, è stato in dubbio fino a domenica scorsa. Il serbo, da par suo, comincia davvero a fare paura a tutti, e non si vedono ostacoli dalla sua parte di tabellone che gli possano impedire di raggiungere la finale (sorteggio benevolo con lo svizzero Wawrinka come l’ostacolo più probante).

Belle imprese, infine, di Thomas Berdych contro Kevin Anderson, con il ceco ormai atteso al definitivo salto di qualità in un torneo dello slam, e del solito irreprensibile David Ferrer che, dopo aver ceduto il primo set al tedesco Florian Mayer, con il solito gioco solido da fondo campo approda senza rischi alcuni agli ennesimi quarti di finale di un torneo major della sua splendida carriera da “operaio della racchetta”.

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