Bagnasco: “Polemica sull’Ici infondata, colpa della disinformazione”

    Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha definito “infondata” la polemica sull’Ici non pagata dalla Chiesa, come anche quella sull’otto per mille pagato dai cittadini. La polemica riguardo il contributo della Chiesa è sorta più di qualche giorno fa, con un largo seguito sulla rete; basti ricordare i gruppi intitolati Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria”, diventati popolarissimi su Facebook.

    Dopo la decisione del Presidente Monti e dei suoi ministri di reintrodurre la tassa sulla prima casa, molti urlano allo scandalo, visto i privilegi di cui gode la Chiesa, che non è costretta a pagare la tassa su tutti i propri immobili. Ma Bagnasco ha risposto a tono alle accuse: “La Chiesa paga l’Ici! Occorre dirlo, visto che si parte sempre dall’assunto contrario. Eventuali casi di elusione concernente singoli enti, se provati, devono essere accertati e sanzionati con rigore: nessuna copertura è dovuta a chi si sottrae al dovere di contribuire al benessere dei cittadini attraverso il pagamento delle imposte. Le tasse non sono un optional”.

    Bagnasco continua, nella lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera:  “Detto questo, l’esenzione dall’Ici per talune categorie di enti e di attività non è un privilegio. E’ il riconoscimento del valore sociale dell’attività che è esentata e — cosa non secondaria — non riguarda solo la Chiesa ma anche altre confessioni religiose e una miriade di realtà no profit. Si tratta di chiedersi — ma qui credo che il consenso sia più vasto di quel che si creda — se il mondo della solidarietà debba essere tassato al pari di quello del business. A chi fa concorrenza una mensa per i poveri piuttosto che un campetto di calcio dell’oratorio? In ogni caso, ripeto: siamo disposti a valutare la chiarezza delle formule normative vigenti, con riferimento a tutto il mondo dei soggetti e delle attività non profit oggetto dell’attuale esenzione”.

    Il cardinale dà la colpa alla disinformazione e ribadisce come la Chiesa compia i suoi doveri nei confronti dello Stato. Il capo della Cei ha anche toccato il tema dell’otto per mille, sul quale i vescovi farebbero, secondo alcuni, “la cresta”: “Ho letto e sentito dire in tv che la Chiesa riceve un miliardo di euro e spende 350 milioni per gli stipendi; ’il resto e’ la cresta dei vescovi’. Ora, voi sapete qual è lo stipendio di un vescovo?” E continua: “Nella Chiesa abbiamo tre fasce di retribuzione. Lo stipendio di un giovane sacerdote e’ di circa 800 euro. Quello di un parroco intorno a mille. Quello di un vescovo sui 1.300”.

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