Banca Mondiale, in Nord Africa rallenta crescita

    I fatti che hanno stravolto la geo-politica del Nord Africa, con la rivoluzioni di Tunisi, che ha portato alla cacciata del presidente ben Alì, al potere dal 1987, e con la clamorosa caduta del regime di Mubarak, in Egitto, per non parlare della guerra civile e dell’intervento Nato in corso in Libia, non rimarranno senza conseguenze sul piano economico.

    Lo ha certificato la Banca Mondiale, la quale ritiene che tutto il Nord Africa sarà coinvolto da una diminuzione della crescita economica, e, in particolare, stati come la Tunisia e l’Egitto, dove sono avvenuti i fatti, il pil dovrebbe riscontrare una battuta d’arresto di circa il 3%.

    E pensare che fino all’inizio dell’anno, la stessa Banca Mondiale prevedeva una crescita in aumento per questi Paesi, pari al 4,3% su base annua, dopo il buon +3,3% del 2010.

    Stessa situazione per gli altri contesti del Medioriente, anch’esso colpito dal vento rivoluzionario anti-regimi, che potrebbero subire una diminuzione del tasso di crescita del 2,4% nel 2011.

    E che, in effetti, si registri un’aria di crisi nella regione lo dimostra il fatto che i viaggi per le località turistiche tradizionalmente molto ambite, quali quelle egiziane, sono in crollo verticale di presenze di stranieri, con cali anche di oltre i due terzi, rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Un problema non di poco conto, per un’intera area, che vive di turismo e di capitali stranieri.

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