Banche italiane più ricche con limitazioni al contante

    Prima 2.500 euro, ora 1.000 euro. Stiamo parlando della soglia oltre la quale i pagamenti in contante sono vietati; questo a seguito del Decreto, già entrato in vigore, col quale è stata approvata la manovra finanziaria del Governo Monti. Attualmente le norme del Decreto sono in discussione in vista dell’approdo della manovra in Parlamento per l’approvazione definitiva. Ma chi ci guadagna con le limitazioni più stringenti alla circolazione del contante? Ebbene, di sicuro la stretta sui pagamenti cash è una misura antievasione ed anticorruzione efficace; pur tuttavia i cittadini onesti, a fronte di qualche disagio, saranno comunque obbligati per Legge ad utilizzare la moneta elettronica, ovverosia i Bancomat, le carte di credito e le prepagate oltre chiaramente ai classici assegni.

    Sulle limitazioni al contante è intervenuto anche il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, Casper, rappresentato dalle Associazioni di Consumatori ed Utenti Adoc, Unione Nazionale Consumatori, Movimento Difesa del cittadino e Codacons.

    Ebbene, secondo Casper, se in Aula il limite al contante, come si vocifera, sarà portato a soli 300 euro, allora sarà fatto l’ennesimo regalo alle banche italiane, che il Comitato stima in ben un miliardo di euro. Questo perché con le commissioni sulla moneta elettronica gli istituti di credito incrementerebbero gli utili da tale attività a fronte di maggiori costi a carico dei cittadini. Così che si vanno ad aggiungere alla manovra del Governo Monti già pesantissima per i soliti noti, ovverosia per i lavoratori e per i pensionati. Proprio oggi, lo ricordiamo, c’è stato uno sciopero unitario di tre ore di Cgil, Cisl e Uil per chiedere all’Esecutivo modifiche che alleggeriscano i sacrifici a carico di chi ha già pagato caro il prezzo della crisi.

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