Bankitalia rivela la crescita dell’impoverimento italiano

In soli due anni, dal 2010 al 2012, il reddito familiare medio degli italiani è sceso da 30.714 a 30.380 euro per nucleo, con un calo del 7,3%. Questo reddito in picchiata, dunque, fa crescere un valore: quello della povertà, passato dal 14% al 16%.

Le recenti indagini sui bilanci delle famiglie italiane eseguite da Bankitalia hanno rilevato che una famiglia su tre non arriva a fine mese, vivendo con meno di duemila euro. Il 35,8% degli italiani, infatti, ritiene che le proprie entrate siano insufficienti per coprire tutte le spese e, questa percentuale arriverà probabilmente al 37,1% entro la fine dell’anno. Si è passati, insomma, dal 39% del 2010, al 32,3% del 2012, fino alla percentuale attuale.

Diminuiscono anche le famiglie con case di proprietà. Sono solo il 67,2% le famiglie ad avere un’abitazione propria, mentre il 21,8% paga l’affitto, il 7,4% occupa ad uso gratuito, il 3,3% in usufrutto ed il restante 0,3% a riscatto.

Il 20% delle famiglie italiane, dichiara un reddito netto annuale inferiore a 14.457 euro ma, ciò nonostante, Bankitalia afferma che durante questa crisi economica e finanziaria, è aumentata la concentrazione di ricchezza in Italia dal 62,3% al 64%.

Secondo le statistiche, più di una famiglia su quattro nel 2012 possiede almeno un debito, con un calo rispetto al 27,7% del 2010.
E Bankitalia ha dichiarato: “Il dato interrompe un trend in crescita nella diffusione dell’indebitamento che era in corso da più di un decennio“.
Sembra quindi che il declino economico dell’Italia non conosca ancora fine e la situazione più grave riguarda soprattutto le famiglie giovani, in cui al problema del reddito basso si unisce quello della precarietà.

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