Barbara D’Urso si ferma: “Voglio disintossicare i telespettatori dalla mia faccia”

barbara d'urso

Con l’avvio dell’estate, Barbara D’Urso sta tirando le somme sul suo ultimo anno televisivo, tanto è vero che dopo aver concesso un’intervista a Repubblica, proprio in queste ore ha parlato del suo anno di lavoro anche con Circo Massimo, il programma radiofonico a cura di Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto.

Carmelita ha confermato che il prossimo anno tornerà in tv con tutte e quattro le sue trasmissioni, quindi con Pomeriggio 5, Domenica Live, Grande Fratello e Live Non è la D’Urso, ma al tempo stesso ha spiegato che se non ha accettato la proposta di Mediaset di allungare Live con due ulteriori puntate è proprio perché ha bisogno di una pausa. O meglio, una pausa non tanto per sé, quanto per i telespettatori.

“Sono talmente aziendalista, un soldato, che se fosse stato per Publitalia avrei pure accettato di fare due puntate extra di Live, ma vorrei fermarmi un attimo e soprattutto disintossicare i telespettatori dalla mia faccia, dalla mia voce. Sono arrivata ad un punto tale che persino per me, la figura di Barbara D’Urso a volte assume i tratti di un mostro”, ha detto.

Barbara ha spiegato che in questa fase della sua vita non sarebbe in grado di rinunciare a neanche uno dei suoi programmi. “Pomeriggio 5, per esempio, mi permette di portare avanti le mie battaglie, mentre Domenica Live l’ho creata sulla mia pelle”. Per quanto riguarda il Grande Fratello, invece, “mi diverte da pazzi”, mentre Live Non è la D’Urso, “lo considero un vero e proprio gioiellino”.

A chi la accusa di fare una tv un po’ troppo trash, Barbara D’Urso ha risposto: “Cosa significa? E’ trash ciò che sto facendo con Pamela Prati? Allora sono in tanti a fare trash. E’ trash il Gf? Allora tanti altri reality lo sono. Tutta la televisione del mondo a quel punto diventa trash”.

Sulla cosiddetta “tv del dolore”, invece, la D’Urso ha detto: “Io mi occupo semplicemente dei fatti del giorno, per cui se c’è una donna che viene uccisa e la madre vuole parlarne nelle mie trasmissioni che dovrei fare, dire di no? Io sono felice di accogliere queste persone. Se poi la definiscono tv del dolore, chi se ne frega”.

Ricerca personalizzata