BASTA!

    [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=FZ4BMK2vleI[/youtube]Orrore. Non si può descrivere altrimenti lo “spettacolo” offertoci ieri sera a Marassi.

    No, non è colpa di un assist sbagliato di Cassano o di un gol sbagliato da Pazzini, il calcio ieri sera non si è visto per niente a Genova.

    Una scena assurda si è palesata agli occhi di tutta Europa: quella che doveva essere una festa di sport si è trasformata in una vittoria di una violenza che non vogliamo più vedere in un campo di calcio. 

    Una seconda Heysel ci è stata evitata, per fortuna. Adesso però è il momento di dire basta! Basta all’ipocrisia di un controllo forzato a famiglie e ragazzi; è inconcepibile tutto questo: si pensi che all’ingresso di una qualsiasi partita di un qualsiasi campionato nazionale, i tappi delle bottigliette vengono fatti togliere dalla sicurezza presente all’ingresso dello stadio; dopo mezzora di fila ai tornelli, ci sta che alla prima azione della partita ti rovesci il succo o la Coca-Cola addosso. Ma allora ieri sera le pinze di Ivan, il capo dei facinorosi Serbi, come hanno fatto ad entrare? Come è stato possibile l’ingresso di tutti quei fumogeni e bengala allo stadio “Luigi Ferraris”? 

    Domande che fanno riflettere e non poco su quanto di drammatico è accaduto nella serata di ieri. Come possono tornare a riempirsi gli stadi con climi del genere? Certo, i “tifosi” della Serbia avevano ben altre ragioni che il semplice battibecco tra supporters, però, se non si agisce con il pugno di ferro in queste situazioni, si corre il rischio che, in futuro, possa esserci un altro squallido  remake di Italia-Serbia.

    Bisogna combattere questi idioti: l’arma per farlo siamo noi. Sì, è da noi che parte tutto. Bisogna isolare questi animali; si comportano come bestie? Bene, che vengano trattati come bestie.

    La punizione deve essere esemplare, la Fifa e la Uefa non devono essere timide, che si usi il pugno duro contro gli incivili.

    Ovviamente l’attacco sferrato nelle righe precedenti non si riferisce ai tifosi veri: sono loro il colore e il folklore del calcio; i loro canti a squarciagola, le loro scenografie affascinanti, i divertentissimi sfottò che si lanciano vicendevolmente rimanendo sempre nel rispetto altrui, sono l’essenza dello spettacolo dello stadio.

    Un bambino che va a vedere la sua prima partita con il papà, state certi che  capirà poco di tattica e fuorigioco, quello che non dimenticherà è la coloratissima festa vista e sentita sugli spalti. Perchè queste emozioni colpiscono il cuore, combattiamo perchè i nostri bambini possano continuare a viverle ancora, insieme si può.

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