Bayern Monaco-Guardiola, così nasce la squadra invincibile

Migliorare una squadra capace di vincere, nella scorsa stagione, qualsiasi competizione a cui ha preso parte è sicuramente un’impresa difficile da realizzare per qualsiasi allenatore al mondo.
Pep Guardiola tuttavia sembra aver intrapreso la strada giusta per portare al termine quest’ardua impresa come testimonia il pesantissimo 0-7 inflitto dal suo Bayern Monaco ai danni del Werder Brema, ex nobile, oramai decaduta del calcio tedesco.

Un risultato davvero clamoroso e perentorio che ha davvero impressionato gli addetti ai lavori per la dimostrazione di forza, potenza e superiorità espressa dai bavaresi.
Il trascinatore del Bayern Monaco è stato ancora una volta quel Frank Ribery mai come quest’anno così vicino ad aggiudicarsi il Pallone d’Oro, ma gli uomini capaci di trovare il goal sono stati ben cinque con le reti di Müller, Van Buyten, Mandžukić e del neo acquisto Mario Götze.
Una perfetta macchina da guerra che si candida come maggior pretendente al titolo avendo conquistato 41 punti su 45 in campionato, 13 vittorie e due soli pareggi, un ritmo impossibile da sostenere per qualsiasi rivale.

Ancor più impressionante il percorso sin qui intrapreso dal Bayern Monaco in Champions League dove i bavaresi dominano il gruppo D davanti al Manchester City con 15 punti, punteggio pieno e soli due goal subiti in cinque incontri.
Straordinario direttore d’orchestra di questa magica sinfonia è Pep Guardiola che, dopo aver vinto 14 titoli con il Barcellona, è arrivato a Monaco stravolgendo totalmente quella che era la filosofia vincente imposta da Joseph Heynckes, illustre predecessore dell’allenatore catalano.
L’inizio, nonostante le vittorie, non era stato dei più convincenti, con i media pronti a criticare il gioco non sempre fluido del Bayern. La rivoluzione tattica imposta da Pep aveva infatti sacrificato il ruolo della prima punta classica con Mario Mandžukić, protagonista del triplete, spesso relegato in panchina.

Dopo un breve periodo di transizione, in cui comunque non erano mai mancate le vittorie, il Bayern ha finalmente assimilato i dettami tattici di Guardiola e sta giocando un calcio sempre più offensivo e propositivo che esalta le qualità immense di Robben, Ribery, Müller e Götze.
Replicare la passata stagione non sarà facile ma i presupposti sembrano esserci tutti, i bavaresi dimostrano di non avere davvero punti deboli.

La rivoluzione tattica portata dal tecnico catalano è però accompagnata da una, non meno importante, rivoluzione culturale.
Non deve esser stato facile per Guardiola subentrare in uno spogliatoio che nella passata stagione era stato in grado di vincere qualsiasi competizione alla quale aveva partecipato. Servivano stimoli, serviva toccare dei tasti particolari, per poter tenere i giocatori sul pezzo ed evitare così il fallimento, Inter docet.
Ed allora la soluzione proposta dall’allenatore catalano è stata quella di stravolgere completamente il “modo di pensare” il calcio dei bavaresi. Un’idea in completa antitesi rispetto alle idee tipiche del calcio tedesco: il tiki-taka al centro del progetto, il pallone protagonista di ogni esercizio in allenamento.
Nominare Robben, Ribery e altri talenti potrebbe essere fin troppo semplice ed allora è giusto far notare come il tecnico ex Brescia abbia stravolto anche il ruolo di un giocatore chiave come capitan Lahm, spesso impiegato come centrocampista centrale, per favorire la spinta di Rafinha e Alaba, nonostante una carriera costruita nella posizione di terzino.
Personalità da vendere per Guardiola, caratteristica imprescindibile per costruire le basi di successi importanti.

I tifosi bavaresi, non paghi dei trionfi della scorsa stagione, continuano a gioire e divertirsi anche grazie a prestazioni straordinarie come quella di sabato contro il Werder.
Se il matrimonio tra Pep ed il Bayern Monaco darà i frutti tanto sperati lo scopriremo solo in un futuro prossimo. Oggi ci tocca accontentarci di essere fortunati spettatori di un gioco spettacolare e di goal a raffica. Il calcio italiano non si faccia scappare l’occasione: foglio di carta, penna e prendere appunti. Così nasce una squadra invincibile.

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