Bene i bot. L’Italia non è a rischio

    Le aste di collocazione di nostri titoli del debito, quest’ammo chiuderanno con un risultato positivo, avendo raggiunto a ogni occasione, i tetti prefissati di finanziamento, e spesso avendoli superati, con rendimenti, tutto sommato, stabili.

    Domani ci sarà un’asta di bot a 6 mesi, per 8,5 miliardi e CTz a 2 anni e il 10 dicembre (prima del voto di fiducia) bot a un anno, per 4,5 miliardi.

    Fino ad oggi, i rendimenti stabili dei nostri bond, con leggeri rialzi, ma per nulla traumatici, dipendono dal clima di fiducia che l’Italia gode, anche grazie alla reputazione di austerità,di cui il Ministro Tremonti gode dentro e fuori i confini nazionali.

    E’ essenziale che la politica assecondi tale clima, infondendo serenità ai mercati e fiducia, per il medio-lungo termine. Il che non sembra lo scenario da pollaio, in atto da mesi, a causa di personalismi, che nulla hanno a che fare con l’interesse del Paese. 

    Chi, in un momento così drammatico per i mercati europei, vuole a tutti i costi aprire una crisi di governo dimostra inconsistenza politica, insensibilità a i temi sopra esposti e una imperdonabile ignoranza, che saranno fatti pagare agli italiani, di oggi e di domani.

    Nel 2011, l’Italia dovrà collocare 200 miliardi di euro in titoli di stato, su un totale UE di 850 circa previsti.

    Il dato è in ribasso di circa 80 miliardi, rispetto all’anno 2010; questo viene colto come un segnale positivo dai mercati, purchè non si sciupi tutto con la solita politica politicante.

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