Beppe Vessicchio attacca Amici: “Non produce più niente di interessante”

beppe vessicchio

Beppe Vessicchio è senza ombra di dubbio uno dei direttori d’Orchestra più famosi d’Italia, e lo è anche grazie alle diverse sfaccettature che ha fatto prendere alla sua professione. Vessicchio ha infatti sfruttato le sue conoscenze e le sue competenze sul palco del Festival di Sanremo, ma le ha anche messe a disposizione della scuola di Amici di Maria De Filippi, dove per diversi anni ha ricoperto il ruolo di insegnante di musica.

E uno dei dubbi che son sempre rimasti vivi nel pubblico a casa riguarda proprio il motivo per cui Vessicchio, da un certo punto in poi, non è più comparso nella trasmissione della De Filippi. Dopo un po’ di tempo la spiegazione l’ha data lui stesso approfittando di un’intervista concessa al quotidiano La Verità. In quest’occasione il maestro ha messo sul tavolo sia i punti positivi che i punti negativi di Amici, e soffermandosi su quelli negativi ha spiegato il perché del suo abbandono.

“Nel 2001 dissi sì a Maria all’idea di partecipare a quel programma che all’epoca si chiamava Saranno Famosi. Mi chiesero se potesse interessarmi l’ipotesi di partecipare ad una scuola d’arte con personaggi di grande spessore culturale. Ora invece Amici non è più come allora. In televisione, come dice la stessa signora De Filippi, riesci a resistere solo se sai cambiar pelle. E Amici, in quanto a numeri, va anche bene. Il fatto però è che trovo sia andato scemando col tempo: è un po’ ormai che non produce più niente, che vive una sorta di stanchezza”.

Ma Vessicchio ne ha avute anche per il Festival di Sanremo, che a suo dire non è più in grado di segnare la storia come invece riusciva a fare un tempo. “Dopo il 2001, quando Giorgia ed Elisa si contesero il primo posto, e in cui avemmo l’avvisaglia di due interpreti straordinari e di brani forti, non ricordo più niente. Faccio fatica a ricordare, dopo quell’anno, dei brani che abbiano lasciato davvero il segno. Il Festival è diventata tutta televisione, ma dal punto di vista musicale non è più in grado di riscrivere la storia”.

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