Bergamini, corteo a Cosenza per chiedere giustizia

18 novembre 1989, una data orribile. La data in cui il fuoriclasse del Cosenza Donato (Denis) Bergamini perse la vita in circostanze a dir poco misteriose. La prima indagine della procura di Castrovillari, che faceva acqua da tutte la parti, venne chiusa in fretta e furia: suicidio. La famiglia Bergamini, sorretta da un’enorme forza interiore, nella speranza di avere giustizia e supportata da migliaia di tifosi, ha continuato a lottare per anni, con l’associazione nata in nome di Denis. Quella che sembrava una partita persa, è stata riaperta grazie all’incontro con l’avvocato Eugenio Gallerani, che ha ribaltato il pronostico. Un’improvvisa svolta. Le nuove prove hanno permesso la riapertura del caso: si è iniziato a parlare di omicidio, unica ipotesi approvata dalla famiglia Bergamini.

17 novembre 2014. A quasi 24 anni di distanza dalla sua scomparsa, Cosenza lo ha voluto ricordare con un’ennesima iniziativa: un corteo. Un corteo dove ha sfilato la voglia di giustizia per la morte di Denis. C’erano tutti: amici, familiari, sostenitori. Tutti presenti, con fiaccole accese e cori urlati al cielo quasi a volerlo raggiungere. Bergamini è rimasto nel cuore di tutti i cosentini, di chi lo ha visto giocare al San Vito negli anni ’80 e di chi ha “solo” sentito la storia che ha segnato la sua fine. Una fine che non è mai stata dimenticata nè dalla città nè dalla famiglia, presente al corteo, un corteo senza sorriso, ma colorato di rosso e di blu.
La fiaccolata è stata tenuta in piedi soprattutto per affetto e solidarietà al padre e alla sorella del calciatore, mai dimenticato. Tutti insieme, uniti, hanno ricordato un ragazzo a cui, probabilmente è stata tolta la vita. E che aspetta, da troppo tempo, giustizia.

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