Berlusconi, gli scatti della vecchiaia e la nuova strategia

Un Berlusconi così non l’avevamo mai visto. Le borse sotto gli occhi, le palpebre calanti, lo sguardo non più fiammeggiante ma spento, privo della solita luce. L’espressione seria, grave, quasi triste, e non priva di stanchezza, dipinta sul volto segnato dalle rughe, e appesantito dal carico del tempo. È un Cavaliere in versione inedita quello ritratto negli scatti del fotografo Paul Stuart, pubblicati sul Sunday Times: vecchio, tremendamente vecchio. E che sembra aver accettato, forse per la prima volta, che gli anni passano per tutti. Anche per lui.

Una svolta radicale, per uno che ha sempre fatto della cura dell’immagine uno dei cardini della propria strategia di comunicazione. In vent’anni di attività politica Berlusconi ha sempre prestato un’attenzione quasi maniacale al proprio aspetto, sforzandosi di presentarsi come l’eterno giovane, l’uomo che nulla, nemmeno lo scorrere inesorabile del tempo, può scalfire. L’età avanzava ma lui niente, indistruttibile, continuava a tenere comizi, a essere protagonista di infuocate campagne elettorali, a vincere elezioni e a rappresentare l’Italia nel mondo. Non un passo indietro, non un momento di debolezza in cui cedere alla vecchiaia e concedersi un po’ di riposo, magari ritirandosi dalla vita pubblica. Nulla di nulla. E ora, improvvisamente, ce lo ritroviamo così, raffigurato in tutta la sua umanità e intima fragilità. Perchè?

Mai nella sua esistenza il Cavaliere ha lasciato qualcosa al caso. Tutto, ogni mossa, ogni parola, ogni indiscrezione fatta trapelare all’esterno è sempre stato studiato nei minimi particolari. Possibile che per una volta abbia deciso di violare la procedura standard e mostrarsi per ciò che è, senza nessuna strategia comunicativa alle spalle? Difficile. La verità è che questa scelta rappresenta il primo step di un piano ben preciso. Un piano nuovo di zecca, sul quale ad Arcore hanno meditato parecchio.

Si chiama Renzi il grande avversario del leader di Forza Italia. Un personaggio affascinante, carismatico, abilissimo oratore, l’homo novus della politica italiana che sta trasformando il Pd dopo averne liquidato la vecchia classe dirigente, ormai ridotta a una sparuta minoranza. È lui il pericolo numero uno con cui fare i conti. Berlusconi ha capito che, con il sindaco di Firenze in campo, insistere nel presentare se stesso come “giovane” avrebbe avuto ben poco successo. È inutile, l’anagrafe e i sondaggi parlano chiaro: il segretario democratico ha trentanove anni appena compiuti contro i settantasette abbondanti di Silvio, e il suo elettorato è in larga parte costituito da giovani. Quale via seguire, allora, per contrastarne l’ascesa?

Come si sa, la popolazione italiana è piuttosto anziana. “Qualche settimana fa, un pubblico di 5,5 milioni di italiani, che aveva come età media 63 anni, ha fatto di un concerto in differita di Al Bano trasmesso da Rai Uno il programma più visto della prima serata“, spiega uno degli uomini-comunicazione del Cavaliere. La televisione e gli over 60. Ecco le chiavi della nuova strategia berlusconiana. Se nel primo caso, in realtà, non si tratta di una vera e propria novità, visto che il mezzo televisivo è sempre stato lo strumento prediletto dal leader di Forza Italia, nel secondo invece parliamo di un mutamento radicale di strategia. È cambiato il target di riferimento, il potenziale bacino di voti. E di conseguenza sono cambiati anche gli approcci.

Questo, quindi, il senso degli “scatti della vecchiaia” che hanno fatto il giro del mondo. Tutti devono sapere che il Cavaliere non è un’animale politico in via di estinzione, ha solo assunto un’altra pelle. “Le grandi epoche della nostra vita si hanno quando noi abbiamo il coraggio di ribattezzare il nostro male come ciò che abbiamo di meglio“, scriveva Nietzsche più di un secolo fa. Oggi il Superuomo Berlusconi, sepolto il mito dell’eterna giovinezza e preso atto del proprio svantaggio anagrafico rispetto a Renzi, ha intenzione di renderlo il suo punto di forza. Per continuare a sfidare il tempo che passa. Per ribaltare i pronostici. Per smentire di nuovo chi lo dà per morto e tornare a vincere.

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