Bieber e 1D in Italia: siamo (state) tutte adolescenti

Justin Bieber e One Direction sono vicinissimi a tornare in Italia. Indiscrezioni affermano che saranno presenti alla finale del 12 dicembre di X-Factor 7. Niente è ufficiale, per ora solo rumors.
Ma ecco che il fermento cresce, l’eccitazione sale e la climax tocca livelli altissimi di entusiasmo, urla, pianti e lacrime in quantità. Si comincia a fare la fila per entrare nel Forum, le tende e gli accampamenti sono già pronti.

L’indiscrezione sull’arrivo dei due “miti” del 21° secolo giunge il giorno dopo l’ufficialità di un’altra notizia super: nella semifinale del 5 dicembre, che andrà in onda ancora dalla X-Factor Arena, l’ospite d’onore sarà Katy Perry.

Il fan, quello vero, sia esso maschio o femmina, è tipicamente di età compresa fra i 9 e i 18 anni. Bimbominkia, appunto, per l’età e per quel piglio che mette il suo idolo al centro della propria esistenza. Lo si riconosce principalmente per il suo modo di scrivere in chat e per i luoghi virtuali dove lo si può trovare; ha uno sprezzo totale dello stile classico, preferisce cose luminose, rumorose, colorate e lampeggianti con le quali può allegramente molestare tutta la sua lista di contatti di MSN. Quando scrive, dato che utilizza una media di 8 emoticon per ogni lettera, riduce i suoi messaggi a dei geroglifici. Solitamente adora dire in giro che ascolta i Finley o i Tokio Hotel (TH per i veri fan), li sogna perennemente single ed eterosessuali; ama Justin Bieber e gli 1D.

Siamo circondati.

Ma da quando esistono queste fan sfegatate, capaci di fare picchetti di ore per vedere il loro idolo da vivo, capaci di prendere acqua, neve, di colorarsi la faccia, di fare striscioni con le lenzuola della cameretta, di piangere se ne vedono una mano da lontano (e forse non era neanche quella del tanto amato idolo), di stazionare davanti all’hotel del cantante a ripetere tutto il suo repertorio canoro?

Forse già negli anni ’60, quando i Beatles infiammavano il palcoscenico con “Yellow Submarine”, “Yesterday”, “Let it be” e “Hey Jude”, nei ’70 i Rolling Stones, negli ’80 i Duran Duran, 90 i Take That e i Backstreet Boys, che sulle note di “Tell me Why” e “Incomplete” crescevano amori e aiutavano i cuori ad incontrarsi, con gli accendini nel taschino, le lacrime agli occhi e le emozioni nello stomaco, nel 2000 gli Nsync scaldavano le platee, insieme ai Blue, i Black Eyed Peas e i Coldplay.

Ora ci sono loro. Dove nei diversi ieri, in un modo diverso ma sempre molto simile di essere bimbeminkia, c’eravamo noi.

Sembrano entusiasmi diversi, tempi che non ritornano più, canzoni e poesie ormai legate ad un tempo che è destinato a morire nel silenzio di concerti e pianti per tutta la notte, colonne sonore di un amore decennale, il primo bacio su quella panchina in centro.
Sembrano ricordi di un passato che, in realtà, ogni generazione ha in comune con le altre, precedenti e seguenti; mandrie scatenate di fan senza freni e pieni di energia, che urlano il nome del proprio idolo in alto nel cielo, che lottano contro la folla, in preda ad istinti animaleschi che prevalgono sulle capacità razionali. I tempi sono diversi, ma le storie bimbominkiesche rimangono le stesse. Sono le ragazzine che si piazzano fuori dai cancelli alle 4 di mattina, quelle che fanno i picchetti sotto gli hotel, quelle che presenziano ovunque laddove la loro star del cuore fa qualcosa.
A volte esagerano. Ma lo fanno con l’entusiasmo e la mancanza di limiti tipiche dell’adolescenza.

In Italia gli One Direction possono vantare già due performance sui canali della tv italiana: al Festival di Sanremo 2012 e proprio durante la scorsa edizione di X-Factor. Il gruppo inglese, formato da Niall Horan, Zayn Malik, Liam Payne, Harry Styles e Louis Tomlinson, ha registrato, qualche mese fa, un videomessaggio di augurio per l’inizio della gara. Il 25 novembre, invece, uscirà il loro nuovo album “Midnight Memories”: X-Factor è, quindi, l’occasione migliore per fare il boom. Per Bieber invece sarebbe una prima assoluta, non essendo mai apparso in un programma nel nostro paese.

Cambia il tempo ma noi no. E forse c’è (stata) una bimbaminkia in ognuna di noi. Ricordiamocelo, quando le guardiamo con sufficienza.

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