Bonus 80 euro, il governo punta a toglierlo: Partito Democratico all’attacco

Giovanni Tria
Giovanni Tria | Foto Getty Images

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha affermato che “il bonus 80 euro voluto dal governo Renzi può essere riassorbito all’interno di una possibile riforma fiscale”.

La dichiarazione, naturalmente, ha scatenato la protesta del PD. Carlo Calenda ha dichiarato che “togliere gli 80 euro significa 1.000 euro all’anno in meno nelle tasche di 10 milioni di italiani”. In realtà, Tria non ha mai parlato di un taglio, ma bensì di un riassorbimento degli 80 euro.

Non si è fatta attendere la replica di Maurizio Martina, ex segretario e deputato del PD: “Tria vuole togliere gli 80 euro a 10 milioni di italiani che percepiscono meno di 1.400 euro al mese per fare la Flat tax. Un’operazione che a mio parere andrà ad avvantaggiare i ricchi ed a penalizzare coloro che hanno redditi medio-bassi. Insomma, un governo travestito da Robin Hood al contrario”.

“Questo governo”, ha incalzato Martina, “pensa solo ai condoni, chiudendo gli occhi sull’evasione fiscale. Adesso, per finanziare la flat tax, vuole mettere le mani nelle tasche dei lavoratori dipendenti. Secondo i loro criteri, un operaio è costretto a pagare le stesse tasse che paga un miliardario. Noi del PD la pensiamo diversamente. Chi possiede di più è chiamato a pagare di più. La nostra proposta è buste paghe più ‘pesanti’ a favore di 20 milioni di lavoratori”.

Martina ha detto anche che andrebbero tagliate di almeno 15 miliardi di euro le tasse sul lavoro. “Ogni lavoratore dovrebbe percepire 1.500 euro netti al mese. L’unico modo per trovare i fondi necessari è una lotta ancora più serrata contro l’evasione fiscale. La digitalizzazione dei pagamenti andrebbe accelerata, bisogna rivedere spesa pubblica e agevolazioni e ridurre il peso degli interessi sul debito pubblico, aumentato per colpa di un governo inaffidabile”.

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