Boom export, ma corre anche l’import a settembre

    Sembra un paradosso, ma non lo è. A settembre, l’Italia registra un vero boom delle esportazioni (+16,4%) rispetto a settembre 2009 e +3% su agosto. Eppure, il saldo della bilancia commerciale diventa più rosso, a causa di un +23,9% delle importazioni, che fanno salire il deficit a -3,2 miliardi di euro.

    Sciovinati i dati così, però, non si riesce a capire l’importanza dell’andamento delle nostre esportazioni, nonchè la dinamica dell’import.

    L’Italia registra a settembre vendite all’estero, in linea con la Germania, in termini percentuali, di gran lunga davanti ai francesi. Non solo: la quota di export verso Paesi extra-UE è al 42% per l’Italia, contro un 39% della Germania.  In altri termini, gli italiani tendono ad esportare fuori dall’Europa più dei tedeschi o dei francesi, segno di un dinamismo forse inatteso, o meglio, non divulgato, delle nostre imprese.

    Cosa esportiamo? Anche qui una sorpresa. Lo stereotipo di pizza, moda, mare non regge alla prova dei numeri. Il nostro export tira soprattutto per i prodotti petroliferi raffinati e di chimica avanzata. 

    Ma le sorprese non finiscono qui!

    Sul fronte delle importazioni, si scopre che, nel periodo gennaio-settembre 2010, il disavanzo della bilancia commerciale è stato di ben 19 miliardi di euro, di cui 14 miliardi dati dall’interscambio con la Cina, più dei 12 miliardi di rosso con i paesi produttori di petrolio (OPEC).

    Un altro segno evidente di come la Cina stia drogando il mercato globale col suo yuan sotto-valutato.

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