Botti di Capodanno, la crisi non ha fermato i petardi

La crisi, i sequestri compiuti dalle forze dell’ordine, e le ordinanze firmate dai sindaci di diverse città non sono bastati a fermare i botti di Capodanno. Quella appena trascorsa è stata una notte di intenso lavoro per medici e vigli del fuoco. Il bilancio complessivo parla di poco più di 350 feriti, in lieve calo rispetto ai 361 dello scorso anno. La nota positiva è che non ci sono stati decessi dovuti all’utilizzo di artifizi pirotecnici: non accadeva dal 2010.

A Milano un bambino di sette anni ha subito l’amputazione di tutte le dita a causa di un petardo. Stava giocando nel cortile di un palazzo con un amichetto quando ha trovato e raccolto un grosso botto artigianale, che gli è esploso tra le mani. Trasportato all’ospedale San Giuseppe, è stato subito operato. Ora è in prognosi riservata, anche se non sarebbe in pericolo di vita. Ferito, fortunatamente in modo lieve, l’amico.

Pesante il bilancio a Roma. Sette persone hanno riportato gravi lesioni e a un uomo è stata amputata la mano. Un 65enne disabile è morto nel suo appartamento, ma i botti in questo caso non c’entrano: a provocare il decesso sarebbe stato infatti un incendio, generato da un corto circuito. La badante che si trovava con la vittima è riuscita a mettersi in salvo.

Il triste primato spetta anche quest’anno a Napoli. In città i feriti sono stati ventotto, che si sommano ai ventidue dell’hinterland. Otto sono minorenni. Un uomo di 49 anni, ricoverato all’ospedale “Cardarelli” di Napoli, ha riportato gravi danni all’occhio. Pare che qualcuno sia stato colpito da una pallottola vagante. Sull’episodio sta indagando la polizia.

Sempre nel capoluogo campano, i vigili del fuoco sono intervenuti diverse volte per spegnere cassonetti, verande, balconi e auto in fiamme. Due squadre sono state impegnate per domare l’incendio sviluppatosi in un campo rom. Si sono infine registrati due incidenti mortali e qualche problema di ordine pubblico sul lungomare, per l’occasione trasformato in discoteca.

Proprio a Napoli quest’anno sono stati lanciati il “Pipita” e il “Don Rafè”, due micidiali tipi di botti intitolati al calciatore Higuain e all’allenatore Benitez. Ed è stata prodotta anche la bomba “Terra dei fuochi”, devastante fuoco d’artificio illegale arricchito da tre o quattro chili di esplosivo.

I boati delle esplosioni hanno avuto effetti gravi sugli animali. Secondo la Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente i decessi, dovuti al terrore suscitato dal rumore dei petardi, sarebbero migliaia. A essere colpiti sarebbero stati soprattutto gli uccelli.

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