Buffon, ora fuori l’orgoglio!

Premesso che il legame che unisce Gianluigi Buffon e i tifosi bianconeri dovrebbe essere forte e indissolubile, sarebbe un errore negare che questo rapporto rischia di compromettersi in maniera piuttosto spiacevole, a causa delle ultime prestazioni offerte dal numero uno della Nazionale,.
Tra i tifosi le opinioni sono molto varie, con il capitano bianconero fortemente criticato da una parte ma che può contare sul sostegno incondizionato della curva, riconoscente non solo per i successi ma anche per i valori morali espressi da Buffon, che nel 2006 durante il fuggi fuggi generale scelse di non abbandonare la Juventus, diventandone inevitabilmente una bandiera.

La partita contro la Fiorentina è lo specchio del momento difficile che il portiere ormai 35enne sta passando. Risulta infatti evidente la papera sul goal del pareggio di Rossi, infortunio che va ad aggiungersi alle incertezze di questa stagione contro il Chievo Verona, la Lazio ed il Galatasaray.
Gigi, ripreso dalle telecamere a fine partita, era scuro in volto, abbattuto, il fantasma del sorridente numero uno in grado di trasmettere sicurezza totale a tutto il reparto difensivo. Non si salva quindi dal tracollo bianconero di Firenze e semmai ne esce come uno degli imputati principali.

Iniziare un processo sommario è tuttavia inopportuno in quanto fino all’anno scorso il capitano bianconero è stato uno degli artefici delle vittorie della Juventus, ma è comunque giusto analizzare e capire come rallentare un calo fisiologico che è del tutto naturale per un portiere della sua età.
Sul web impazza quindi il dibattito: Buffon è un problema o una risorsa? Merita ancora di difendere i pali della Juventus e della Nazionale?

Come spesso accade la verità sta nel mezzo: Gigi vive un momento personale particolarmente difficile ma è anche vero che non è ben protetto dalla difesa, che quest’anno sta prendendo degli svarioni imbarazzanti, sui quali Buffon è sicuramente esente da colpe. Psicologicamente questi errori non fanno che peggiorare lo stato di forma del portiere juventino, le cui qualità non sono comunque in discussione.

Semmai vi fosse un calo fisiologico, va fatto sopperire con l’esperienza e la tranquillità, così come accadde per il suo più illustre predecessore, quel Dino Zoff che dato per finito a 36 anni si prese una straordinaria rivincita personale, andando a vincere alla soglia dei 40 anni, il mondiale spagnolo del 1982.

Parlare di pre-pensionamento è quindi un’esagerazione, soprattutto quando mancano le giovani alternative: i vari “eredi” di Buffon (Perin, Fiorillo, Bardi) non hanno ancora lontanamente dimostrato di meritare le belle parole per loro spese.
La Juventus, che comunque con Storari ha probabilmente in rosa il miglior secondo portiere della Serie A, ha già individuato in Leali il futuro numero 1, ma per ora preferisce “svezzarlo” in Serie B, dove è preservato da inutili pressioni.

E proprio a queste pressioni Buffon dovrà al più presto rispondere con prestazioni all’altezza del suo nome, magari già da mercoledì sera contro il Real Madrid nella difficilissima sfida che lo vedrà contrapposto ad un altro portiere straordinario, protagonista assoluto della storia recente del proprio club e che, come lui, sta vivendo un momento difficile e particolare: Iker Casillas.

Gigi, ha costruito i successi della sua lunga carriera dalle ceneri dei momenti negativi, che lo hanno segnato ma mai affondato: capitò nel 2003 quando sconfisse la depressione e vinse scudetti a raffica, oppure al Mondiale in Germania quando, nonostante parte della stampa non lo volesse in Nazionale per Calciopoli, difese la porta azzurra in maniera magistrale, conquistando uno storico titolo.

L’unica soluzione al problema Buffon è quindi Buffon stesso: solo tirando fuori l’orgoglio che lo contraddistingue torneranno le qualità di uomo e campione qual’è e solo in questo modo potrà prendere per mano la sua Juventus, aiutandola e aiutandosi a tornare sulla retta via dopo questo brutto KO.

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