Bund tedeschi poco mossi, periferici sotto pressione

    Nel giorno in cui Moody’s minaccia di declassare il rating del Portogallo di una-due posizioni, mentre avverte la Grecia e continua ad attenzionare la Spagna, il risultato sui mercati finanziari è stato subito di un leggero nervosismo, che mette in ulteriore tensioni i bond dei Paesi periferici dell’area Euro.

    Ieri, la seduta si è chiusa con un aumento di dieci punti base sui credit default swaps (cds) sui bond quinquennali portoghesi, arrivando a quota 490 punti.

    In sostanza, assicurarsi contro il rischio default portoghese costa il 4,9% della somma assicurata; su un milione di euro, si dovrebbero sborsare 49.000 euro. Una cifra considerevole, che la dice lunga sulla credibilità della tenuta del Paese.

    Oggi, in mattinata, invece, i bund tedeschi rimangono poco mossi. Ciò sarebbe in parte dovuto al clima pre-natalizio, che vede scambi ridotti sui mercati.

    Ma le previsioni parlano di un intensificarsi delle tensionia agli inizi di gennaio, alla ripresa post-natalizia, a causa dell’alto fabbisogno finanziario che riguarda Paesi considerati a rischio.

    Il Fmi ha già fatto sapere che stanzierà altri 2,5 miliardi di euro, in favore della Grecia; la notizia giunge proprio nel giorno in cui il Parlamento di Atene stava approvando la legge finanziaria.

    Un sostegno che dovrebbe, almeno in queste ore, far diradare le nubi, che si stanno concentrando su Grecia e Portogallo.

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