Calcioscommesse: indagato Conte, arresti in serie A

    Blitz della polizia in mattinata, nuova ondata di arresti nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. Arrestati anche alcuni calciatori militanti nel campionato di serie A. Il primo a fare scalpore è Stefano Mauri, attuale capitano della Lazio, arrestato questa mattina mentre, secondo i suoi legali, “stava per costituirsi. I militari hanno anche consegnato un avviso di garanzia a  Domenico Criscito, difensore dello Zenit San Pietroburgo e della nazionale. Nella storia del calcio italiano non era mai successo che un giocatore convocato in nazionale venisse estromesso a causa di indagini a suo carico; Criscito ora è stato escluso dalla lista dei convocati per i prossimi Europei di Polonia ed Ucraina. Indagato anche il difensore della Juventus e della nazionale Leonardo Bonucci, già sentito due volte dalla procura di Bari nei mesi scorsi. Demetrio Albertini, vicepresidente della Federcalcio, ha assicurato che Bonucci giocherà nei prossimi Europei, “se starà bene”.

    Indagato anche l’ex allenatore del Siena e attuale tecnico della Juventus Antonio Conte: Filippo Carobbio, calciatore del Siena, ha tirato in ballo il suo ex allenatore da poco vincitore dello scudetto. Ora Antonio Conte è indagato, insieme allo stesso Carobbio, per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. In carcere anche l’ex calciatore del Genoa Omar Milanetto, Paolo Domenico Acerbis del Vicenza, Marco Turati del Modena e Cristian Bertani del Novara. Gli arresti in tutto sono 19; la polizia ha anche effettuato quasi trenta perquisizioni.

    Cesare Prandelli, l’attuale tecnico della nazionale italiana, ha raccontato come è stato vissuto l’arrivo della polizia a Coverciano, sede del ritiro degli Azzurri: “I primi momenti, quando abbiamo saputo che la polizia era entrata a Coverciano per Criscito, sono stati di paura. Oddio, ci siamo detti tutti, e ora cosa facciamo?”. “Quel che succede in queste ore – prosegue Prandelli – è un danno incredibile al nostro mondo, ma anche ai tanti ragazzi che ci seguono. Ieri siamo andati in visita al Mayer, un ragazzo mi ha parlato della malattia con cui lotta da tre mesi: ‘io combatto, e loro fanno queste cose. E allora non ho nessuna pietà”. Riguardo all’avviso di garanzia consegnato a Criscito, il c.t. ha commentato: “Gli siamo stati vicino. Ma lui è stato il primo a capire l’esclusione. All’Europeo avrebbe avuto una pressione disumana. Senza contare che i pm potevano chiamarlo… E’ talmente un bravo ragazzo, che è quasi impensabile che possa essere coinvolto. Quando sono entrato in camera, per qualche minuto non siamo riusciti a parlare. Poi il primo pensiero è stato per la moglie e il figlio, una tv aveva parlato di arresto. Ecco, anche questa è violenza…”.

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