Calcioscommesse, spuntano anche tre nazionali

Parla Carlo Gervasoni, il difensore del Piacenza arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse; sei ore di interrogatorio i cui contenuti fanno ora tremare la serie A: oltre a quelle già note, infatti, ci sarebbero altre tre partite del massimo campionato nel giro di partite truccate e in due casi il gruppo al centro dell’indagine della Procura di Cremona sarebbe riuscito a truccare il risultato. Lo stesso Gervasoni, nei due colloqui avuti con gli inquirenti, ha parlato di almeno un’altra decina di partite non note alla magistratura e ha fatto il nome di una ventina di calciatori (nessun nome eccellente) che sarebbero coinvolti nel giro di incontri truccati.

Le tre gare di serie A menzionate da Gervasoni sono Palermo-Bari 2-1, Lazio-Genoa 4-2 e Lecce-Lazio 2-4: il calciatore avrebbe sostenuto che il gruppo avrebbe provato (e in due casi sarebbe riuscito) a manipolare il risultato degli incontri comprando diversi giocatori. Ora però gli investigatori dovranno trovare riscontri alle dichiarazioni di Gervasoni e soprattutto appurare il grado di coinvolgimento delle squadre: Bari e Lecce erano già nel mirino degli inquirenti, mentre per Genoa, Lazio e Palermo dovranno essere verificate le notizie uscite nel corso dell’interrogatorio.

Intanto però emergono anche altri particolari dalle carte dell’inchiesta che gettano una luce tetra su tutto il mondo del calcio italiano: nel corso di una telefonata tra Nicola Santoni, l’ex preparatore atletico del Ravenna, e un certo Maurinho si parla di tre “azzurri” che scommettevano grosse cifre, arrivando a superare i 100mila euro al mese. Si tratterebbe di Gigi Buffon, Fabio Cannavaro e Gennaro Gattuso: c’è da rimarcare il fatto che i loro nomi sono usciti nell’ambito di una telefonata tra due scommettitori e non c’è nessuna prova che confermi le loro affermazioni. In particolare Santoni direbbe che il portiere della Juventus giocherebbe 100/200 mila euro al mese, “lui, Gattuso, Cannavaro… sono proprio malati”. Sempre dalle intercettazioni emergerebbe l’esistenza di una dipendente della Lega Calcio in contatto con alcuni dei giocatori coinvolti nell’inchiesta come Stefano Bettarini, Cristiano Doni e Christian Manfredini: la donna forniva informazioni sull’inchiesta “diversamente a loro sconosciuti” e anche “preziosi consigli sulla strategia da riferire ai propri legali per contrastare le accuse del procuratore federale”.

Emergono anche particolari sui contenuti dell’interrogatorio sostenuto da Cristiano Doni lo scorso 23 dicembre: l’ex capitano dell’Atalanta avrebbe affermato di non aver “avuto alcuna parte in guadagno” per le partite manipolate e che il suo obiettivo era unicamente portare “l’Atalanta in A”. L’unico obiettivo che invece il calcio italiano deve porsi ora è di fare pulizia: per il pallone tricolore essere credibile diventa sempre più difficile

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