No Canal, Milano si mobilita contro la via d’acqua di Expo

Di Expo se n’è parlato e se ne parla ancora molto, ma in questi giorni a conquistarsi l’onore delle cronache è il movimento No Canal, gruppo di cittadini della zona sud-ovest di Milano che protesta contro il discusso progetto delle vie d’acqua.

Il piano prevede la riqualificazione e il nuovo riempimento della Darsena, bacino artificiale conosciuto come l’ex porto di Milano, che si situa in centro e da cui partono i navigli Pavese e Grande, e proprio dalla Darsena partirà una via d’acqua ininterrotta che collegherà l’area centrale al sito dell’Expo, situato nel limitrofo comune di Rho. Il canale in questione servirà poi ad alimentare un bacino idrico situato proprio fuori dal parco espositivo, installazione sicuramente scenografica, ma di cui viene sostenuta l’inutilità.

Il progetto nel dettaglio

Il problema sorge quando si nota che, stando alla cartina diramata dal Comune, questo canale per arrivare a Rho dovrebbe tagliare i tre polmoni verdi della zona sud di Milano: il Parco delle Cave, il Parco di Trenno e il Boscoincittà. A questo punto i cittadini non ci sono più stati e sono scesi non in piazza, mettendo sotto presidio i parchi a cui tengono così tanto, abbattendo le barriere dei cantieri e sfilando nella via antistante al Parco Trenno.

Proprio quest’ultimo parco è una delle aree verdi più vaste della zona ed è fornito di campi da calcio, beach volley, rugby e basket; il canale passerebbe a metà dell’area e sarebbe un incavo in cemento armato dalle dimensioni piuttosto importanti che si presenterebbe al pubblico come il vicino canale di scolo del depuratore cittadino, che però scorre in un sentiero isolato tra gli alberi.

Quello che viene contestato al comune è il comportamento: le transenne sono comparse nei parchi senza nessun preavviso e, alla richiesta di un confronto con il sindaco, si è presentato solamente un delegato che aveva ben poca voglia di chiarire quello che stava succedendo. I No Canal non devono però dimenticarsi che il progetto delle vie d’acqua era contenuto all’interno dei referendum comunali proposti assieme a quelli nazionali un paio di anni fa, e come gli altri anche questo progetto era stato accolto con benevolenza dal 94.8% dei residenti.

Scontri a parte, l’unica cosa che andrebbe salvaguardata è l’opera stessa dopo l’Esposizione Universale. I canali si faranno e resteranno, è questa l’amara verità delle cose, ma bisognerebbe mettersi almeno d’impegno per non far diventare questa via d’acqua uno splendido scorcio per Expo e subito dopo un altare nel deserto. Perché in questo genere di cose in Italia siamo bravissimi.

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