Caos in Ucraina: Yanukovich offre la premiership al capo dell’opposizione

Il presidente Yanukovich ha offerto la carica di premier ad Arseni Iatseniuk, uno dei tre leader dell’opposizione, e ha proposto all’ex campione del mondo di pugilato Vitali Klitschko, un altro dei capi dell’opposizione, di diventare vicepremier. La svolta, del tutto inattesa, giunge al termine dei colloqui ieri presso la sede della presidenza ucraina, nel tentativo di trovare una soluzione alle proteste che da tre mesi imperversano nel Paese. Un estremo tentativo di conciliazione, che forse non basterà per evitare le dimissioni del governo.

Tensioni e violenze hanno preceduto l’incontro. La sede del ministero dell’Energia è stata presa d’assalto, mentre un poliziotto e un dimostrante sono rimasti uccisi. Le autorità hanno anche accusato i rivoltosi di aver rapito due agenti e di averli torturati a lungo prima di rilasciarli. I manifestanti, però, hanno negato ogni coinvolgimento.

La sensazione è che, se non ci sarà un cambio netto ai vertici dello Stato, la situazione possa rapidamente degenerare verso la guerra civile. “Abbandonate i radicali, nessuno vuole contrastare una protesta pacifica, e andatevene in qualsiasi altro luogo sicuro” ha detto il ministro dell’Interno Vitaly Zakharchenko, precisando che d’ora in avanti gli oppositori che manifestano in piazza Indipendenza e quelli che occupano edifici pubblici nel centro di Kiev alla stregua di “estremisti“. Contro di loro, insomma, la polizia è pronta a intervenire con la forza.

Sarebbero stati gli esponenti del gruppo civico Spilna Sprava a occupare il ministero dell’Energia in viale Khreshatik 30, non lontano da piazza Maidan. I militanti sono usciti dal palazzo dopo circa un’ora, ma hanno continuato a bloccarne l’ingresso, dando il via libera solo al personale addetto ai servizi di emergenza. Via Grushevski, la strada di Kiev che porta ai centri del potere, si è trasformata in un autentico campo di battaglia. Servendosi di pietre divelte dal selciato, pneumatici e sacchi bianchi pieni di neve ghiacciata, i manifestanti hanno innalzato nuove barricate dalle quali bersagliano le forze di sicurezza con pietre e bottigliette incendiarie.

Ma le proteste hanno varcato i confini della capitale e si stanno diffondendo a macchia d’olio in tutto il Paese. Nell’Ucraina orientale, zona in cui si trova lo zoccolo duro dell’elettorato di Yanukovich, i dimostranti hanno occupato il palazzo della Regione di Poltava e costituito un “Consiglio del Popolo”, senza che la polizia opponesse resistenza. Le sommosse dilagano anche nell’Ovest e si calcola che gli insorti abbiano attualmente sotto controllo i palazzi delle istituzioni in undici città.

La crisi ucraina desta preoccupazione all’interno dell’Ue. “Chi prosegue con simile brutale violenza, perde gli ultimi residui di fiducia” ha commentato alla Bild il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che ha anche aperto a possibili sanzioni: “Non si possono escludere da parte dell’Ue il blocco dei conti bancari e restrizioni di viaggio per i leader ucraini“. È intervenuto con una nota anche Enrico Letta. “Occorre che si fermi la violenza e riparta il dialogo. Quanto sta accadendo in queste ore a Kiev è inammissibile. Guardiamo con angoscia a questa crescita continua degli scontri e della repressione. L’Unione Europea non può accettare un’evoluzione così drammatica degli eventi” ha affermato il premier italiano.

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