Carnevale 2019, a Napoli regna il trash: bambina travestita da prostituta

bimba prostituta

Questo Carnevale 2019 verrà ricordato, tra le altre cose, anche per il cattivo gusto che ancora una volta ha colpito la città di Napoli. Nel capolugoo campano infatti sono andati in scena dei vestiti alquanto discutibili; vestiti che i genitori evidentemente hanno voluto far indossare ai loro bambini senza il minimo pudore. Ecco quindi che dopo il bambino travestito da prigioniero di un lager nazista, sempre nel capoluogo partenopeo è spuntato fuori un altro travestimento a dir poco orribile: quello di una bambina vestita da prostituta.

A denunciare il clamoroso fatto il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Nel napoletano – ha detto – il Carnevale sta diventando un’occasione per alcuni adulti di vestire i propri figli in modo alquanto discutibile. Dopo il bimbo travestito da ebreo, che la madre ha giustificato come una innocente goliardata, a suscitare nuove polemiche è la bambina vestita da prostituta di cui i genitori hanno postato persino con tanto orgoglio le foto su Instagram”.

Quella di far indossare ad una bambina i panni di una prostituta è una scelta opinabile già di suo, ma a far accendere ulteriormente gli animi sono stati gli atteggiamenti con i quali la bimba si è fatta fotografare dai suoi genitori: atteggiamenti che per l’appunto richiamano un approccio provocatorio e sensuale, tipico in buona sostanza di chi la prostituta la fa per davvero. Insomma, i genitori di questa bambina non solo si sono resi colpevoli di averla conciata in quel modo, ma pare l’abbiano anche indotta ad assumere certi atteggiamenti ad onor di fotocamera.

“Questa scelta a nostro avviso è di pessimo gusto, oltre che fortemente diseducativa”, ha detto Borrelli. “Un travestimento fuori luogo e di pessimo gusto – ha aggiunto – che è addirittura stato sbandierato sui social. La piccola ovviamente non ha alcuna colpa: la responsabilità di questa vergogna, semmai, è dei genitori che spesso ormai mettono in ridicolo i loro figli e sembrano usarli come giocattoli perdendo il senso della misura e del rispetto per la loro età”.

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