Carnitina: a cosa serve e cosa fare in caso di deficit

Carnitina
Carnitina

Spesso si sente parlare di carnitina, ma nella maggior parte dei casi non si ha la minima idea di cosa possa essere. Ebbene, si tratta di un derivato aminoacidico che subisce un processo di sintesi all’interno del corpo umano. Dove? In modo particolare all’interno del sistema epatico e di quello renale. La sintesi della L-Carnitina (viene chiamata anche in questo modo) avviene prendendo il via da due aminoacidi. Si tratta della Lisina e della Metionina, ma ovviamente con un contorno di altri elementi come Ferro, Vitamina C, Vitamina B6 e Niacina.

    1. Cosa fare in caso di deficit di carnitina

Esistono situazioni in cui si può verificare un deficit di questa sostanza, che tipicamente è legato o ad una dieta scorretta oppure ad alcune malattie che si manifestano a livello muscolare. Ad esempio, tale problema potrebbe essere legato a disturbi come la distrofia muscolare oppure la distrofia amiotonica, tra i cui effetti principali c’è proprio quello di provocare l’eliminazione di carnitina mediante le urine. Questa mancanza può essere primaria e, di conseguenza, legata a problematiche nella biosintesi della carnitina o dell’elemento che la trasporto. In questi casi si può riscontrare una notevole presenza di carnitina nel sangue e pochissima nel muscolo. Il deficit secondario, invece, è direttamente correlato con malattie che vanno a colpire i muscoli. Anche i pazienti che sono in cura con dialisi continua o nutrizione parenterale possono soffrire di tale problematica. I principali sintomi che sono collegati sono astenia, deposito di grasso, ipoglicemia e abbassamento della chetogenesi.

      1. Quali sono i principali effetti collaterali

La carnitina è in grado di portare ad un buon numero di effetti collaterali e in alcuni casi il medico curante può anche sconsigliarne l’assunzione. I principali effetti collaterali che sono legati ad un’assunzione eccessiva di questa sostanza si manifestano soprattutto a livello gastrointestinale. I sintomi correlati sono nausea, gastriti, crampi e, in alcuni casi, anche diarrea e vomito. Potrebbero insorgere anche problemi a livello del sangue, come ad esempio l’incremento dell’aggregazione delle piastrine. Questa sostanza viene generalmente sconsigliata a tutte quelle persone che soffrono di attacchi epilettici. Stesso discorso per quei soggetti che soffrono di alcuni disturbi della tiroide, visto che potrebbe provocare degli episodi di convulsione.

      1. Quali sono le controindicazioni durante la gravidanza

Per il momento non ci sono studi che hanno messo in evidenza la tossicità di questa sostanza nel corso dei nove mesi di gravidanza. Ecco spiegato il motivo per cui non è sconsigliato l’impiego di integratori a base di questa sostanza durante questo periodo. In gravidanza, infatti, spesso si può verificare un incremento del fabbisogno di carnitina all’interno dell’organismo. Ad ogni modo, si suggerisce sempre di fare un’attenta valutazione che riguardi sia i benefici che i possibili rischi. Certamente non esiste tossicità, a quanto sembra, ma comunque questa sostanza è presente all’interno della classe B dal punto di vista dell’utilizzo durante la gravidanza. In poche parole in quella categoria di integratori, farmaci e altri prodotti per cui mancano ancora degli studi più dettagliati sull’uso negli uomini.

      1. Gli integratori a base di carnitina

Sono numerose le proprietà benefiche che tale sostanza è in grado di assicurare ed è questo il motivo per cui in commercio sono molteplici gli integratori che si possono acquistare. Esistono degli integratori a base di carnitina dedicati esclusivamente alla salute: si possono trovare integratori con L – carnitina base o L – carnitina forte, in relazione alla concentrazione di principio attivo presente al loro interno. C’è un integratore a base di carnitina legato alla vitamina B12. Quest’ultimo, però, deve essere usato solamente in caso di soggetti malnutriti o convalescenti, oppure anche in caso di astenia, trattamenti cortisonici prolungati o tireotossicosi.

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