Cartomanzia telefonica

Cartomanzia telefonica
Cartomanzia telefonica

Cartomanzia telefonica: radici, evoluzione e potenzialità

L’uomo ha da sempre manifestato il desiderio di poter conoscere il proprio futuro. Per questo, nelle culture antiche c’erano figure quasi mistiche che fungevano da tramite tra gli esseri umani e le divinità. Nacque quindi la divinazione, praticata dagli antichi greci e dai druidi, dai sacerdoti celtici dell’età del ferro, che consultavano vari tipi di presagi, rune, escrementi di uccelli o libri sacri nel tentativo di cercare di interpretare la volontà degli dei o di altre entità soprannaturali. Inutile dire che la divinazione era considerata una pratica pagana e proibita nella chiesa paleocristiana.

Alcuni ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce pergamene che contenevano ricette alchemiche e mediche, nonché veri e propri testi di geomanzia e divinazione (tradotti spesso da quelli arabi o tramandati dall’antica Babilonia), di filosofia naturale e note varie sull’astrologia, interpretazione dei sogni, ecc.

Nascita della cartomanzia

La cartomanzia nasce invece dalla tradizione popolare trasmessa oralmente, indipendente dall’alfabetizzazione. In poche parole, era una tradizione popolare zingara.

Gli zingari erano un popolo nomade che emigrò dall’India fino in Romania, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Portarono con loro la tradizione mistica e la divinazione proprie della cultura indiana. La cartomanzia divenne popolare in tutta l’Europa medievale dopo l’invenzione delle carte da gioco.

Dal XVI al XVIII secolo, alcuni fonti spagnole lasciarono molte informazioni sugli usi cartomantici e magici delle carte da gioco. Un primo esempio è la chiromanzia che usa dadi, carte da gioco o carte manoscritte. Le carte da gioco sono usate maggiormente in America latina per predire il futuro, ma anche come un’aggiunta psicologica alla medicina e alla terapia popolare. La tradizione risale a molti secoli fa.

A metà del XVII secolo, le carte da gioco furono usate in Inghilterra per predire fortuna, salute, amore ecc. Altrove venne praticata molto prima, in particolare in Francia, dove c’era stato un revival dell’interesse per la predizione del futuro, dell’occulto, della chiaroveggenza, ecc.; tutto questo probabilmente fu ispirato dalle profezie di Nostradamus, rilasciate nel 16° secolo.

Verso la fine del 17° secolo, il Rinascimento britannico aveva raggiunto il suo apice. Furono pubblicate alcune tipologie di carte che comprendono la ricerca della profezia seguendo una serie di regole, che ricordano la numerologia e i lanci dei dadi, in modo che la risposta veniva letta su una carta specifica

Artisti e veggenti vennero attratti da un tipo di cartomanzia ancora più avvincente, che si ispirava a filosofie esoteriche, religione, misticismo, egittologia e speculazioni. In alcuni casi le teorie erano sublimi: alcune ebbero una maggiore autorità o persino un manoscritto segreto come base, mentre altre si basano su corrispondenze con cabbalismo, astrologia, numerologia, stregoneria e via dicendo.

La cartomanzia al giorno d’oggi

Nell’era moderna, la cartomanzia non ha certo perso le sue origini divinatorie. Anzi, in un certo senso la sua radicalizzazione ha penetrato tutti gli strati sociali. Gran parte del merito (o demerito, dipende dai punti di vista) bisogna darlo alla tecnologia.

Tramite l’utilizzo del telefono, qualsiasi essere umano è in grado di entrare in contatto con un professionista del settore divinatorio. Perché questa ricerca costante della conoscenza del proprio futuro? Per svariati motivi: curiosità, ricerca della speranza, paura del futuro, insoddisfazione della propria vita, ricerca della ricchezza e dell’amore.

Insieme alla credenza che lega molte persone alla cartomanzia, sono nati anche tabù e pregiudizi che girano intorno a questo affascinante mondo. D’altronde, ciò che non si può spiegare è sempre stato oggetto di critica dagli ambienti scientifici in primis, ma anche da intellettuali e benpensanti.

Eppure tutto ciò non ha allontanato le persone dal consultare il cartomante di turno. La comodità adesso è rappresentata dal poter avere un consulto telefonico, piuttosto che perdersi nell’imbarazzo di un incontro diretto. Sicuramente non esiste un elenco telefonico di tutti i cartomanti presenti sul territorio italiano. Per fortuna, ci sono siti come cartomanzia01.com e italiacartomanti.it da poter consultare. All’interno delle piattaforme sono presenti i numeri a cui chiamare per avere una consulenza (disponibile 24 ore su 24), i termini del servizio e il costo della tariffa per ogni minuto, la quale è legata alla tipologia di pagamento.

Cartomanzia al telefono

La consulenza telefonica è un’ottima trovata, in quanto non è facile riuscire a trovare un cartomante in carne ed ossa, soprattutto nei piccoli centri urbani. Inoltre, il servizio di cartomanzia telefonica è conveniente dal punto di vista della privacy. Se recarsi di persona da una cartomante può essere rischioso, non perché porta sfortuna, ma perché un amico o parente potrebbe venire a conoscenza di questa consulenza, telefonicamente la propria identità viene protetta. In poche parole, anonimato totale.

Oltre a questo, non è necessario prendere appuntamento per ottenere una consulenza da parte di un cartomante. Come detto sopra, il servizio è disponibile 24 ore su 24 e dall’altra parte del telefono non ci sono persone prese a caso, ma bensì professionisti seri e preparati con tanti anni di esperienza alle spalle. In fondo, tutti sono bravi a prendere un mazzo di carte in mano e provare a fare gli indovini. Ma il gioco è una cosa, la professionalità un’altra.

Chi pensa ancora che molti di queste consulenze telefoniche siano delle truffe, si sta sbagliando. Non c’è dubbio che ci siano in giro tanti cartomanti truffaldini il cui obiettivo è di spillare soldi al cliente di turno, disperato o meno che sia. Ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. I cartomanti che rispondono alle chiamate sono autentici professionisti, in grado di leggere le carte in base alla disposizione, all’associazione con altre e alla persona a cui è rivolta la lettura.

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