Case fantasma: il Rapporto dell’Agenzia del Territorio

    2,2 milioni circa di particelle dove potenzialmente ci sono fabbricati non dichiarati al Catasto. A scovarle è stata l’Agenzia del Territorio che, in merito alle cosiddette case fantasma, ha presentato il Rapporto sull’attività che è stata svolta nel 2011. Quasi la metà di queste particelle, per l’esattezza 1,06 milioni circa, è stata oggetto di un accertamento che è stato completato facendo leva anche sull’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti.

    Sulle restanti 1,16 milioni circa di particelle, invece, è scattata l’attribuzione della cosiddetta rendita presunta o definitiva per le quali sono partite le operazioni di recupero delle imposte. Riguardo al maggior gettito per l’Erario da tale operazione, l’Agenzia del Territorio con una nota ha fatto presente come questo, ai fini dell’Imu, sia quantificabile in complessivi 472 milioni di euro includendo anche le maggiori entrate da Irpef e da cedolare secca, ovverosia dall’imposta sostitutiva sui canoni di locazione.

    Ricordiamo che proprio l’Agenzia, nel rilevare tutte quelle particelle con potenziale presenza di fabbricati sconosciuti al Catasto, ha utilizzato soluzioni innovative a partire dalla foto-identificazione via aerea con la contestuale sovrapposizione delle unità conosciute proprio da parte del Catasto. Dopodiché, anche grazie alla partecipazione gratuita in molte Province italiane degli ordini professionali, è stato possibile avviare sulle particelle “sospette” dei sopralluoghi finalizzati all’identificazione degli immobili fantasma. Quella relativa all’accertamento e identificazione di immobili fantasma è chiaramente un’azione che sarà in grado in maniera strutturale di garantire un maggior gettito per l’Erario dal momento in cui, da ora e per gi anni a venire, ogni immobile fantasma sarà regolarizzato a livello catastale.

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